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Ticino
Don Mino cerca soldi? La Curia conferma
Redazione
13 anni fa
La Curia prende posizione sullo sforamento del preventivo per i restauri della cattedrale di Lugano

Ieri vi abbiamo riferito della polizza di versamento inviata ai comuni da parte di Monsignor Pier Giacomo Grampa per chiedere un'offerta per il restauro della cattedrale di Lugano. Oggi la Curia prende posizione con un comunicato che vi riportiamo qui di seguito integralmente:

"In merito a quanto riferito in questi giorni da alcuni media al riguardo del cofanetto con i quattro volumi dedicati alla visita pastorale del Vescovo Pier Giacomo Grampa, la Curia vescovile ritiene opportuna la seguente precisazione.

Conclusa la visita pastorale, svoltasi dall’ottobre 2004 all’aprile 2009 in tutte le parrocchie della diocesi, il vescovo Pier Giacomo aveva giudicato utile raccoglierne la documentazione (presentazione delle varie parrocchie e comunità, cronache, documentazione fotografica) in quattro volumi riferiti ai sei vicariati e rispettivamente uno per il Bellinzonese e Tre Valli, uno per il Locarnese, uno per Mendrisiotto e Malcantone-Vedeggio e un quarto per il Luganese. Si tratta di un’opera interessante, che, come scrive il Vescovo Pier Giacomo, “presenta uno spaccato del Ticino all’inizio del secondo millennio”.

A conclusione del suo episcopato mons. Grampa ha deciso di raccogliere i quattro volumi in un cofanetto e di farne omaggio a Preti, Parrocchie e Comuni. Questa operazione, tuttora in corso, è iniziata dopo il periodo natalizio.

Al cofanetto, consegnato o ancora da consegnare gratuitamente ai destinatari indicati, è stata unita una polizza di versamento, dando la possibilità di un’offerta, completamente libera, a favore del restauro della Cattedrale, che riveste un significato culturale per l’intero Ticino.

Circa questo restauro occorre precisare che le proiezioni di consuntivo rivelano un maggior costo rispetto al preventivo, anche se l’importo indicato nella lettera accompagnante il cofanetto, ha una portata prudenziale.

Un aumento dovuto a diversi fattori quali in particolare la complessità e la delicatezza dell’intervento, come pure il costo del museo, inserito in una seconda fase della progettazione, d’accordo con l’Ufficio dei beni culturali, allo scopo di conservarvi, con finalità storiche, culturali e didattiche, opere e suppellettili di particolare valore".

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