
Il j'accuse dell'arciprete di Chiasso don Gianfranco Feliciani è tuonato alto, ieri, durante l’omelia della messa domenicale. Don Feliciani, in particolare, come scrive il Corriere del Ticino, ha stigmatizzato "quelli che portano in chiesa il settimanale della Lega e poi lo lasciano tra i banchi". Questo perché per don Feliciani si tratta di "un settimanale che non sempre dice sciocchezze, ma che usa un linguaggio osceno al quale non possiamo assuefarci, tacendo, invece di avere uno spirito critico". "Il premio Nobel per la letteratura Octavio Paz - ha poi raccontato don Feliciani - ha detto che quando una società è guasta la prima cosa che imputridisce è il linguaggio. Il mio non è un giudizio sulla linea politica ma sulle modalità espressive di questo dissenso. Ricordo il fotomontaggio in prima pagina della grotta di Lourdes utilizzato qualche tempo fa. Una chiara mancanza di rispetto ai molti ammalati che si sono recati con fede e speranza in questo santuario mariano. Non possiamo sempre tacere; il silenzio dei cristiani non è un buon segno. Le parole hanno un peso e spesso preludono alle azioni. Il conformismo democratico ci illude di essere liberi e invece siamo gregari dell’ideologia dominante".Secca la replica di Giuliano Bignasca: "Don Feliciani si preoccupi delle sue anime". "Che lui poi - aggiunge Bignasca con una battuta delle sue - a Chiasso in chiesa ha quasi solo immigrati..."
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