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Ticino
"Don Alessandro è stato pugnalato alle spalle"
Redazione
12 anni fa
Non si placa la polemica a Sessa per la decisione della Curia di trasferire il Parroco. "Perché proprio lui? E perché giustificarsi con tante fandonie"

Non sono evidentemente bastate, ai cittadini di Sessa e Monteggio, le spiegazioni fornite dalla Curia in merito alla decisione di trasferire Don Alessandro De Parri dalla loro parrocchia.

"Si tratta di un normale piano di avvicendamento" ha sostenuto la Curia, spiegando che i preti coinvolti sono una ventina.

Gli abitanti di Sessa e Monteggio continuano a non capire. Da una vita aspettavano un parroco del genere, aperto e disponibile. E ora che l'hanno trovato, la Curia lo porta via. Il normale piano di avvicendamento nasconde in realtà un pugnalamento alle spalle ordito da alcuni cittadini di Sessa particolarmente conservatori, se non reazionari.

Persone che all'inizio hanno fatto la bella faccia davanti a Don Alessandro, ma poi hanno cercato in tutti i modi di farlo fuori.

Lo ritiene, tra i tanti, un cittadino di Sessa, che ci ha espresso il suo pensiero su Don Alessandro.

"Premetto che, nonostante non sia un assiduo frequentatore della messa domenicale, sono una persona che crede in Dio, che attribusce alla spiritualità un valore profondo, che cerca di mettere in pratica quotidianamente gli insegnamenti e di trasmetterli ai miei figli" esordisce il cittadino di Sessa.

"Ho conosciuto Don Alessandro circa 6 anni fa, quando è arrivato qui a Sessa, e ho capito subito che era una persona per bene" prosegue. "Da subito mi ha trasmesso positività, dal carattere socievole e simpatico, attento ai bisogni della gente, sempre disponibile a fare qualcosa per la comunità. In seguito, conoscendolo più profondamente, ho avuto sempre di più la certezza che il Don fosse il Parroco giusto per noi. La sua umanità, umiltà e empatia sono le caratteristiche che in lui in moltissimi compaesani abbiamo scoperto. Sotto l'abito del prete si cela un uomo vero e un amico, niente a che vedere con tanti ecclesiastici di cui il loro vissuto e i comportamenti hanno fatto inorridire e disgustare il mondo, portando sempre di più le persone ad allontanarsi dalla Chiesa, consapevoli del marciume che vi regna."

"Il nostro Don è riuscito in questi anni a riavvicinare alla Chiesa tante persone che prima del suo arrivo si trovavano lontani anni luce! Molti di loro hanno sopportato esperienze dirette talmente negative nella loro vita da credere di aver perso la fede per sempre. Ascoltando le loro testimonianze e riflettendoci si può dire che il Don ha ridato la speranza" afferma ancora il cittadino di Sessa. "Il nostro Don, oltretutto, si è sempre messo a disposizione per piccoli lavori di manutenzione (penso a quando si è messo a rinfrescare le pareti della Chiesetta di Santa Maria, ecc...) senza chiedere aiuto a nessuno, solo per suo piacere personale e aiutando la parrocchia a non spendere soldi per piccoli lavori."

Per cui il cittadino di Sessa si chiede: "Perché allontanare una persona così gradita e giustificarsi con tante fandonie? La mia opinione (e non solo mia) è che il Prevosto va bene fino a quando è influenzabile e disponibile a esaudire ogni pretesa, e quindi è manipolabile."

Il nostro interlocutore si rivolge in particolare "a quelle persone che, quando Don Alessandro era appena arrivato, lo invitavano a mangiare e bere nelle proprie case, sicuramente pregando insieme per una vita serena e senza disgrazie elogiando la pace e la fratellanza. Adesso è come se lo pugnalassero alle spalle."

"Chiaramente non ci sono motivazioni oggettive e gravi per arrivare a tale soluzione" conclude il cittadino di Sessa. "È risaputo che molti Prevosti passano addirittura decenni nella stessa Parrocchia senza essere trasferiti. Perché il nostro Don Alessandro? Ma la Curia non tiene in considerazione il parere della comunità sul proprio Parroco? Quando c'è un Parroco che avvicina la gente, grandi e piccoli, di nuovo alla Chiesa (ed è una grande conquista) non lo si considera? Evidentemente se tale decisione verrà confermata saremo in molti a provare una forte delusione."

AS

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