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Ticino
Domeniche di apertura, il Gran Consiglio concede più flessibilità ai negozi ticinesi
©Chiara Zocchetti
©Chiara Zocchetti
Redazione
3 ore fa
Via libera al compromesso sulla gestione delle quattro aperture straordinarie annue. Possibili deroghe anche per specifiche aree commerciali all'interno delle regioni.

I negozi ticinesi potranno beneficiare di una maggiore flessibilità nella gestione delle quattro domeniche di apertura straordinaria già previste dalla legge. Il Gran Consiglio ha infatti approvato il controprogetto della Commissione economia e lavoro all'iniziativa parlamentare presentata dal deputato del Centro Gianluca Padlina.

Differenziare all'interno delle quattro regioni del Cantone

La novità principale riguarda la possibilità di differenziare le aperture non solo tra le quattro regioni del cantone – Mendrisiotto e Basso Ceresio, Luganese, Bellinzona e Valli, Lago Maggiore e Valli – ma anche all'interno delle stesse. Saranno infatti individuabili specifiche località o comparti territoriali caratterizzati da una particolare rilevanza commerciale, che potranno scegliere date diverse rispetto al resto della regione.

Il compromesso

L'iniziativa originaria puntava a introdurre una maggiore flessibilità sia a livello regionale sia locale. Il Governo aveva proposto di mantenere unicamente il riferimento alle quattro regioni (eliminando dunque il temine «locale»). Il compromesso trovato in Commissione mantiene la suddivisione regionale ma apre la porta a eccezioni mirate per determinate zone commerciali. Secondo Padlina la soluzione è equilibrata ed introduce una "flessibilità ragionevole" che non aumenta il numero delle domeniche di apertura, ma permette di utilizzare meglio quelle già disponibili per sostenere un settore confrontato con la concorrenza dell'e-commerce e degli acquisti oltre confine. Tra le novità figura anche una pianificazione più snella: il calendario delle aperture dovrà essere presentato almeno 60 giorni prima della prima domenica interessata e non più entro l’ottobre dell’anno prima.

Le riserve della sinistra

La sinistra ha espresso forti riserve, denunciando possibili conseguenze per la qualità di vita dei lavoratori e criticando quella che considera una progressiva estensione degli orari commerciali. Le obiezioni non hanno però convinto la maggioranza del Parlamento, che ha approvato la modifica con 57 voti favorevoli e 18 contrari.