
Fervono i preparativi, a Sondrio, in vista delle celebrazioni per la beatificazione di Nicolò Rusca, questa domenica. Sono attese migliaia di fedeli e pellegrini, di cui molti provenienti dal Ticino, cantone di origine di Rusca.Nicolò Rusca, infatti, nacque il 20 aprile del 1563 a Bedano. Studiò dal 1580 al 1587 al Collegium Helveticum di Milano e a partire dal 1588 divenne parroco a Sessa. Già due anni dopo fu chiamato a Sondrio come arciprete. Rusca era uno zelante sostenitore del cattolicesimo, che si era nuovamente rafforzato dopo il Concilio di Trento. Egli stesso si diede il nome di “martello degli eretici”, intendendo con ciò che la lotta contro il protestantesimo e i suoi aderenti era uno dei suoi compiti principali. Visse in un tempo in cui le opposte posizioni delle fazioni confessionali si radicalizzarono fortemente, soprattutto a partire dal 1617 quando questo processo condusse a molti accadimenti ingloriosi. Le autorità grigionesi fecero arrestare Rusca, che fu portato davanti al tribunale a Thusis. Il 4 settembre 1618 egli fu torturato fino alla morte. Viene quindi considerato un martire, ciò che offre le condizioni per la sua beatificazione. La morte di Rusca sarebbe stata una delle cause del cosiddetto macello della Valtellina, nel quale dal 19 al 23 luglio 1620 furono trucidati circa 600 riformati.
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