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Ticino
“Domenica di voto in chiaroscuro”
Redazione
5 anni fa
I Verdi del Ticino esprimono soddisfazione per la bocciatura della legge sulla carta di identità elettronica. Mentre sono delusi sia per l'accettazione dell'accordo di libero scambio con l'Indonesia sia della legge che proibisce la dissimulazione del volto

I Verdi del Ticino si dicono molto contenti che la popolazione abbia “chiaramente rifiutato la privatizzazione della carta d'identità elettronica (E-ID ) e quindi dato il mandato per una E-ID statale. Il compito ora è quindi quello di concentrarsi sulla creazione di una E-ID per la quale lo Stato abbia la piena responsabilità”.

“I Verdi - si legge nella nota - chiedono di affrontare subito un nuovo progetto di legge sulla E-ID, perché in linea di principio tutti i protagonisti durante la campagna si sono espressi a favore della E-ID. I Verdi sono impegnati a garantire che la nuova legge minimizzi i rischi di sicurezza e dia maggior peso alla protezione dei dati: la E-ID statale dovrebbe essere organizzata in modo decentralizzato e dovrebbe anche includere sin dall'inizio la possibilità della firma digitale. Quest'ultima aprirebbe molti campi di applicazione interessanti. I Verdi sosterranno quindi le iniziative parlamentari che proporranno immediatamente un nuovo progetto di legge per una E-ID offerta dallo stato”.

L’accordo con l’Indonesia
I Verdi del Ticino “deplorano l'adozione di misura dell'accordo commerciale con l'Indonesia. I Verdi ne seguiranno ora l'attuazione molto da vicino e chiederanno che le promesse fatte durante la campagna di votazione siano mantenute.

Il risultato risicato ottenuto nonostante una costosa campagna delle associazioni di categoria dimostra che la sostenibilità sta diventando sempre più importante negli accordi commerciali. Questo è anche grazie all'iniziativa Fair Food dei Verdi”.

L’iniziativa anti-burqa
I Verdi del Ticino si dicono delusi dal risultato che ha accolto l’iniziativa per proibire la dissimulazione del volto: “I Verdi continueranno a difendere i diritti delle donne musulmane e dei membri di tutte le religioni, così come a difendere la coesione e il rispetto di ogni essere umano. Il divieto costituzionale di velare le donne emargina le donne interessate e penalizza le donne che sono state costrette a portare il velo. I Verdi continueranno a lavorare affinché la politica affronti anche i veri problemi dell'uguaglianza, come la violenza contro le donne, le migliori opportunità educative, la conciliabilità famiglia lavoro e la rimozione delle differenze salariali. L'applicazione del divieto è di competenza dei cantoni e i Verdi lavoreranno per un'attuazione ragionevole in ogni cantone laddove questo divieto non è ancora in vigore”.

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