
Non accenna a concludersi la querelle sulle paghe dei docenti neoassunti tra il 1997 e il 2013. Questi dipendenti pubblici, infatti, nei primi tre anni di lavoro salivano di due classi salariali, ma non veniva loro riconosciuto lo scatto di anzianità. Nel 2006 il Tribunale amministrativo cantonale confermava la prassi, mentre nel novembre del 2019, la stessa corte ha ribaltato il verdetto. “Il riconoscimento di un aumento salariale annuale deve avvenire indipendentemente da eventuali concomitanti avanzamenti in una classe alternativa superiore di salario”, spiega la corte. Quindi oltre all’aumento di classe salariale, ai docenti andavano riconosciuti anche gli scatti di anzianità all’interno della classe.
Di quanto parliamo? Di circa 40 milioni di franchi, circa 20mila per ognuno dei circa duemila docenti. Nel febbraio scorso il Consiglio di Stato ha incaricato un gruppo di lavoro di analizzare la questione, per capire se la nuova sentenza avrebbe implicato un risarcimento per gli insegnanti penalizzati. “A parere del Governo”, si legge in un comunicato odierno, “la situazione giuridica venutasi a creare con la nuova sentenza non può dirsi del tutto chiara, siccome la stessa non menziona la sentenza precedente, non indica esplicitamente che il tribunale abbia voluto cambiare la propria giurisprudenza e si esprime su una fattispecie particolare. In queste circostanze e vista l’implicazione finanziaria che potrebbe avere l’applicazione generalizzata della sentenza del 6 novembre 2019, il Consiglio di Stato ha deciso di attendere nuove decisioni da parte del Tribunale cantonale amministrativo che permettano di chiarire la situazione, rispettivamente di riservarsi di ricorrere al Tribunale federale affinché tutti gli aspetti giuridici vengano definitivamente approfonditi. Di questa posizione i partner sindacali sono già stati informati”.
Insomma, i docenti dovranno attendere per capire se si vedranno riconosciuti i soldi di cui avrebbero, secondo il Tram, diritto, al pari di tutti gli altri funzionari statali. Il governo agirà così: “Alle richieste dei docenti verrà data conferma di ricevuta, ma solo per alcuni casi giuridicamente significativi (i sindacati saranno informati dei casi pilota) il Consiglio di Stato emanerà una decisione formale negativa, corredata del termine di ricorso al Tribunale cantonale amministrativo. Una volta che il Tribunale cantonale avrà preso le sue decisioni su questi casi, ognuna delle parti potrà ancora ricorrere al Tribunale federale. Questo per evitare una massa incontrollata di ricorsi al Tribunale amministrativo cantonale, che causerebbe enormi costi e grande lavoro burocratico”. Così, quando il tribunale avrà deciso sui casi pilota, anche la matassa completa potrà essere sbrogliata.
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