
Sono numerosi i docenti che questa mattina hanno preso parte alla manifestazione indetta per difendere pensioni dei dipendenti statali. Dal Liceo di Lugano 1 alla Scuola Cantonale di commercio, i dipendenti dell’amministrazione pubblica hanno dato il via a una giornata di mobilitazione per mostrare il loro disappunto in relazione al taglio dei tassi di conversione, giudicato inaccettabile. Una giornata che rischia di essere solo l’aperitivo di una lunga battaglia
Funzionari autorizzati
L’autorizzazione a prendervi parte è arrivata direttamente dal Consiglio di Stato, il quale ha precisato, tuttavia, che la partecipazione è possibile previa autorizzazione ad assentarsi dal posto di lavoro da parte dei funzionari. Va inoltre considerato come un impegno personale, le ore di assenza odierne saranno scalate dalle vacanze o dagli straordinari accumulati.
L’indignazione dei docenti
“Siamo docenti, amiamo il nostro lavoro, lo facciamo con passione e continueremo a farlo con il massimo impegno. Siamo professionisti, non missionari e come tali esigiamo di essere trattati.” A mettere queste parole nero su bianco e spedirle al Consiglio di Stato era stato il collegio docenti del Liceo di Lugano 1, indignato per la decisione presa dall’Istituto di previdenza del Canton Ticino in relazione alle pensioni dei funzionari pubblici. A partire da gennaio 2024 i tassi di conversione verranno infatti ridotti, si stima dal 6,17% fino ad arrivare al 5%. In soldoni il taglio alle rendite dovrebbe attestarsi attorno al 20%. Già nel 2013, con il passaggio dal primato delle prestazioni a quello dei contributi, le pensioni erano state ridotte all’incirca del 20%. Calcolatrice alla mano, si arriva ad un taglio su per giù del 355 rispetto ad una manciata di anni fa.

