
Tre domande per dire "basta con le intimidazioni nei confronti dei docenti e delle sedi scolastiche che non hanno voluto e non vogliono rimanere indifferenti di fronte alla tragedia di Gaza". È il contenuto dell'interpellanza presentata dai deputati Mps Giuseppe Sergi (primo firmatario) e Matteo Pronzini. "Quanto sta succedendo a Gaza ormai da parecchio tempo non può non interpellare il mondo della scuola; diversi docenti, consapevoli del loro ruolo educativo, hanno cercato sia collettivamente che individualmente di tematizzare la questione. Nei loro confronti si sono levati tentativi di censura, come quello del Municipio di Lugano o di alcuni atti parlamentari. È necessario che il governo ribadisca l’autonomia del lavoro degli insegnanti, in particolare quando questo avviene – come in questo caso – nel più assoluto rispetto delle disposizioni di legge", scrivono nell'atto parlamentare.
"Si tratta di formare"
La portata "di questa catastrofe umanitaria non consente né silenzi né indifferenze. La scuola, per sua missione, non è un’istituzione neutrale: essa educa alla responsabilità, al rispetto dei diritti umani, alla pace. È quanto afferma l’articolo 2 della Legge della scuola del Canton Ticino. Proprio per questo, non può sottrarsi al dovere morale e civile di aprire uno spazio di riflessione sugli eventi che segnano in maniera così brutale il nostro presente. Coscienti di questo fatto diverse sedi scolastiche collettivamente e diversi docenti a titolo individuale hanno deciso di intervenire sulla questione: pensiamo, ad esempio, alle prese di posizione delle scuole medie di Viganello, Bellinzona, Acquarossa, Bedigliora e Minusio; o, ancora, alle attività svolte o previste in diverse altre scuole (citiamo, ad esempio, le attività presso il Liceo 1 di Lugano): Non si tratta solo di informare: si tratta di formare. Di offrire a studenti e studentesse la possibilità di leggere la complessità della realtà, di riconoscere la disumanità della guerra, di maturare quella coscienza critica e civile che è il fondamento della convivenza democratica"
Le domande
Tre le domande poste al Governo:

