
La scuola ticinese spera di ripartire con tutti gli allievi in classe, quello che il Dipartimento dell’educazione, della cultura e dello sport chiama scenario 1. Il Decs, spiega oggi in un comunicati, sta però lavorando anche sullo scenario 2, la scuola ibrida, perché se le condizioni sanitarie non dovessero essere del tutto ristabilite per il 31 agosto, è probabile che non si potrà ripartire come se nulla fosse successo. C’è poi lo scenario 3, la scuola interamente a distanza, che il Decs considera “come una sola eventualità”. Ma quale sarà usato? Il Consiglio di Stato lo deciderà entro il 10 agosto. Nel frattempo agli istituti è stato trasmesso un modello di piano di protezione al quale ispirarsi per redigere quelli dedicati alle singole scuole.
Mascherine obbligatorie per i docenti negli spazi condivisi
Per i docenti è previsto che l’uso delle mascherine sarà facoltativo nelle aule scolastiche, mentre sarà obbligatorio negli spazi condivisi (corridoi, aula docenti e all’entrata e uscita da scuola). L’introduzione di un parziale obbligo d’uso della mascherina per i docenti è la conseguenza delle esperienze fatte in altri Cantoni della Svizzera, nei quali si sono verificati casi di contagio all’interno degli istituti scolastici. Per cui, scrive il DECS in una nota, “appare giudizioso tenere conto di questi precedenti, che se non gestiti adeguatamente possono condurre alla chiusura della scuola e alla quarantena per docenti e allievi”.
Paesi a rischio: appello alla responsabilità individuale
Per quanto riguarda la lista dei Paesi a rischio, il Decs fa appello alla responsabilità individuale. “Si sconsiglia fortemente alle famiglie degli allievi e agli allievi maggiorenni di soggiornare in tali Paesi, in quanto ciò rappresenterebbe un rischio non solo per sé stessi, ma anche per gli altri. Se un allievo dovesse comunque soggiornare in Paesi considerati a rischio, la sua famiglia o egli stesso, se maggiorenne, dovrà assumersi la responsabilità della conseguente quarantena al rientro”, spiega il Dipartimento.
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