
Il recente arresto di un docente di scuola media del Bellinzonese, accusato di atti sessuali con fanciulli ai danni di almeno due allieve minorenni, fa discutere. Come si legge in un'interrogazione di Daniele Piccaluga (cofirmatari: Boris Bignasca, Stefano Quadri, Maruska Ortelli, Sem Genini, Andrea Sanvido, Stefano Tonini) la vicenda ha profondamente scosso l’opinione pubblica ticinese. Il docente, 37enne, è stato posto in detenzione su ordine della magistratura nell’ambito di un procedimento penale per reati di estrema gravità nella sfera intima di minori.
A ciò si aggiungono ora «informazioni altrettanto inquietanti» secondo cui lo stesso docente non sarebbe stato in possesso dell’abilitazione all’insegnamento e avrebbe operato per anni con incarichi «limitati» rinnovati ripetutamente. «Se confermata, tale circostanza solleva interrogativi politici pesantissimi: non solo sulla qualità del reclutamento del personale docente, ma soprattutto sulla capacità dello Stato di prevenire situazioni a rischio in ambiti sensibili come quello scolastico», si legge nell'interrogazione.
Per Piccaluga «non si tratta più soltanto di un caso penale individuale — che farà il suo corso — bensì di un possibile fallimento sistemico nei controlli, nella gestione del personale e nella tutela degli allievi».
A tal proposto, si chiede al Consiglio di Stato:
Il docente arrestato era effettivamente privo di abilitazione all’insegnamento?
In caso affermativo, su quale base giuridica è stato autorizzato a insegnare?
Da quanti anni operava nella scuola pubblica e quante volte è stato rinnovato il suo incarico «limitato»?
Chi ha autorizzato tali rinnovi e sulla base di quali verifiche?
Sono stati effettuati controlli approfonditi sulla sua idoneità professionale e personale?
Il Consiglio di Stato ritiene accettabile che una persona non abilitata possa insegnare per anni, in un contesto delicato a stretto contatto con minorenni?
Esiste una relazione tra la precarietà del suo statuto (incarico limitato) e un eventuale minor livello di controllo o supervisione?
Quanti docenti attualmente attivi nel Cantone sono privi di abilitazione e operano con incarichi rinnovati nel tempo?
Il DECS può escludere che vi siano altri casi analoghi, dove carenze nei requisiti formali si accompagnano a rischi per gli allievi?
Alla luce di questo caso gravissimo, quali misure immediate intende adottare il Consiglio di Stato per: rafforzare i controlli sui docenti, limitare drasticamente il ricorso a personale non abilitato, garantire una tutela effettiva degli allievi?
Il Consiglio di Stato ritiene che i protocolli attuali abbiano davvero funzionato, oppure questo caso dimostra che il sistema interviene solo quando il danno è già avvenuto?
La Lega dei Ticinesi ritiene che quanto emerso sia inaccettabile: non è tollerabile che nella scuola pubblica possano operare per anni docenti non abilitati, tanto più quando emergono fatti di una gravità inaudita.
Serve chiarezza immediata e, soprattutto, un cambio radicale di approccio: la sicurezza degli allievi deve venire prima di qualsiasi logica amministrativa o di copertura del sistema.

