
«È necessario promuovere un vero cambio di cultura. Non basta invitare le persone a trovare il coraggio di segnalare: occorre che chi riceve una segnalazione sia consapevole del proprio ruolo, della responsabilità che ne deriva e del dovere di ascoltare, approfondire e, quando necessario, agire». È il concetto da cui partono Maura Mossi Nembrini e Tamara Merlo, deputate di Più Donne, le quali hanno presentato un'interpellanza al Consiglio di Stato.
Il punto di partenza è il caso del docente delle scuole Medie di Giubiasco arrestato nel mese di marzo, sospettato di aver avuto attenzioni malsane nei confronti di almeno due ragazze minori di 16 anni. Serve, scrivono le granconsigliere, «una cultura professionale fondata sulla responsabilità, sull’attenzione verso gli altri e sul dovere di non voltarsi dall’altra parte».
Le rassicurazioni del DECS
Lo scorso 21 aprile, nel rispondere in Parlamento a due interpellanze presentate da Mossi Nembrini e Merlo, la direttrice del DECS Marina Carobbio Guscetti aveva illustrato quanto si sta facendo nell’ambito della prevenzione dagli abusi e aveva sottolineato l’importanza di fornire strumenti adeguati ai bambini e ai ragazzi per riconoscere le situazioni di rischio. «Gli elementi che stanno ora emergendo impongono tuttavia di compiere un passo ulteriore – scrivono oggi le due deputate di Più Donne –. Se dovesse essere confermato che comportamenti inadeguati del docente erano già stati segnalati in precedenza da colleghe o altre persone alla direzione della scuola, senza che ne derivassero interventi adeguati, ci troveremmo di fronte a una questione ancora più grave».
«Segnalare non basta»
Maura Mossi Nembrini e Tamara Merlo pongono l'attenzione sulla necessità di «una cultura dell’ascolto, dell’approfondimento e dell’assunzione di responsabilità». In particolare, scrivono, «l’inerzia iniziale può favorire altra inerzia perché il superiore gerarchico è complice a sua volta per non aver agito correttamente. E nel frattempo la persona oggetto delle segnalazioni può continuare ad agire, mentre chi aveva parlato può convincersi che segnalare non serva a nulla»: «Se chiediamo alle persone di segnalare, dobbiamo garantire loro che qualcuno agirà. In qualsiasi contesto lavorativo».
Sono ben 16 le domande dell'interpellanza, che parte dal caso specifico del docente delle Medie di Giubiasco per poi allargarsi a un contesto più generale: «Quali sono concretamente gli obblighi di un superiore che riceve una segnalazione? Esistono termini entro i quali deve approfondirla, documentarla e comunicarne l’esito? E quali sono gli obblighi di chi rappresenta un’Istituzione?».

