
Nicola Pini, Michele Morisoli o Rocco Cattaneo. E' da questa rosa di nomi che, sabato 22 settembre al congresso di Mendrisio, uscirà il nuovo presidente del PLR. Per l'occasione sono previste due votazioni. La prima escluderà chi avrà preso meno voti fra i tre. La seconda eleggerà il nuovo presidente fra i due rimasti in corsa. Lo sprint premierà Cattaneo? Intanto conosciamolo meglio.Cattaneo, il suo motto è: “Liberali giù dal podio”. Intanto però i liberali hanno già perso la prima piazza a favore della Lega...“Il mio è un appello che faccio in special modo proprio ai liberali che pensano di essere ancora sul podio. Noi ora in Governo abbiamo un solo Consigliere di Stato. E anche se per trent’anni non è stato così dobbiamo finalmente rendercene conto. Perché mi sembra chiaro che ci sono liberali che non si sono ancora risvegliati… dal loro sonno”. Qual è la ricetta di Rocco Cattaneo? “Anzitutto dobbiamo tornare a fare politica tra la gente. Siamo un partito con persone competenti, di buon senso e con spirito solidale, ma facciamo una gran fatica a parlare con la gente. E penso a questo termine in senso lato: giovani, anziani, famiglie lavoratori, imprenditori, ecc. Inoltre dobbiamo essere più concreti. Ho individuato cinque sfere strategiche (formazione e mercato del lavoro, sociale, economia, ambiente, cultura e sport, ndr.) per le quali dobbiamo produrre idee, progetti ed iniziative. Per esempio, per aiutare concretamente i giovani o i disoccupati a trovare un lavoro”. Se sarà eletto presidente, ha dichiarato che una delle sue prime mosse sarà quella di commissionare ad un istituto specializzato un’attenta analisi dell’elettorato. Con quale scopo? “Per capire la potenzialità degli attuali partiti ticinesi. E per capire cosa pensano della politica tutte le persone che non votano. La metà degli elettori ticinesi non va a votare e questo vuole dire che tutti i partiti hanno in un certo senso fallito. Vuole dire che tutti i partiti hanno difficoltà a comunicare con la gente. Forse è anche un problema culturale. Nel senso di una cultura politica del voto che si sta perdendo. E dunque, per essere concreti, bisognerebbe probabilmente insistere con la civica nelle scuole. Far capire l’importanza dei servizi dello Stato: dalla Confederazione, ai Cantoni, fino ai Comuni. Far capire ad un bambino cosa vuol dire poter aprire il rubinetto dell’acqua al mattino per pulirsi i denti. Questi beni, queste cose, bisogna spiegarle ai ragazzi. Sennò tutti crescono con il motto: “Tutto è dovuto”. E questa cultura, purtroppo, sta dilagando. Ma così va a finire che nessuno vota più. La nostra sfida è quella di riuscire a parlare anche con tutte queste persone”. Come si può conquistare il voto di chi non vota, o di chi non vota più, liberale? “Noi siamo un partito universale, dunque dobbiamo riuscire a captare tutte le problematiche. A parlare con tutti con competenza. Nel PLR le persone competenti le abbiamo. Ora dobbiamo riuscire a valorizzarle". Quale sarà il suo primo obiettivo quale presidente del PLRT? “Prima di tutto vorrei riuscire a far crescere il partito. E per fare questo va al più presto rivista la comunicazione interna ed esterna. In seguito l’obiettivo è quello di tornare ad avere un secondo seggio in Governo a Bellinzona e di aumentare le quote in Gran Consiglio. Un obiettivo fattibile, ma bisogna iniziare da subito ad individuare la cerchia dei candidati. Perché idee e progetti convincenti non bastano. Se non hai i messaggeri capaci di convincere l’elettorato puoi avere tutti i messaggi che vuoi, ma è difficile farli passare”. E le comunali? Subito dopo l’elezione del presidente, toccherà al re. Giorgio Giudici si ripresenta a Lugano? “Non lo sento più da tempo. Ma è una decisione intima. Solo sua. Nessuno può dirgli cosa deve fare”. Torniamo a lei. Sta
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