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Ticino
“Dobbiamo sostenere a spada tratta la vittima”
Immagine Reguzzi
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Daniele Coroneo
5 anni fa
I fatti di Solduno riaccendono i riflettori su crimini di cui si parla ancora troppo spesso. Il criminologo Franco Posa: “Dobbiamo rimuovere l’idea che l’uomo sia superiore alla donna”

Nel 2020, ogni due settimane in media una donna è rimasta vittima di femminicidio. Il 2021 rischia di essere ancora più drammatico: da inizio anno si contano già 25 crimini di questo genere. Il fatto di sangue della sera scorsa a Solduno riaccende dolorosamente i riflettori su un fenomeno che è ancora troppo presente nella nostra società.

E allora cosa fare per impedire che nuovi fatti di questo tipo si verifichino? A cosa fare attenzione? “I segnali nel comportamento del criminale che ci suggeriscono un possibile esito tragico sono numerosi”, spiega il criminologo Franco Posa, intervenuto in studio a Ticinonews. “Possiamo evocare uno stato depressivo improvviso, un comportamento ossessivo, o ancora una violenza che in modo continuo e ripetitivo destabilizza il contesto personale e famigliare. Quando questi elementi sono individuati, occorre fare un passo in più, ovvero stimare in che misura essi costituiscano un rischio effettivo. La casistica è infatti estremamente vasta e non è facile stabilire dove intervenire”.

Ma è possibile porre un freno a queste violenze?
“Sì, il problema però è che siamo posti di fronte a una discrepanza di forze che è storicamente consolidata: si ritiene che l’uomo abbia ancora una forza maggiore rispetto alla donna. Inoltre, la vittima spesso non è considerata semplicemente come tale, in quanto deve subire espressioni e atteggiamenti che la colpevolizzano, facendole credere che avrebbe potuto evitare l’accaduto. È il cosiddetto fenomeno del “blaming”. Dobbiamo assolutamente rimuovere l’idea che ci sia una supremazia dell’uomo nei confronti della donna e dobbiamo soprattutto sostenere a spada tratta – assolutamente a spada tratta! – la vittima”.

Nel 97% dei casi è l’uomo che agisce in questo modo contro la donna.
“In questo periodo storico, caratterizzato dal lockdown, ci siamo confrontati con una statistica mai vista prima: essere obbligata a stare tutto il tempo in casa con il proprio aguzzino e sapere di non potere contare su un aiuto se richiesto crea una situazione micidiale per la povera vittima. Ripeto quanto dicevo all’inizio: la discrepanza delle forze è a favore dell’uomo. E questo si vede anche nelle statistiche”.

Guarda l’intervista completa al criminologo Franco Posa

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