
"Non abbiamo nessun problema a confrontarci con voi e con la popolazione. Se dovesse essere lanciato il referendum ben venga, affronteremmo il dibattito a viso aperto, ma prima abbiamo bisogno di capire se c'è il sostegno politico al progetto".
L'ultima volta che aveva preso parte ad un'assemblea pubblica, lo scorso 16 dicembre, era stato contestato. Sabato il sindaco di Bellinzona Mario Branda ha rimesso piede in 'pittureria', il luogo per antonomasia dello sciopero alle Officine FFS.
Lo ha fatto a testa alta, accompagnato dal capodicastero Territorio e mobilità Simone Gianini, partecipando alla discussione che ha preceduto i festeggiamenti per il decimo anniversario della protesta del 2008, come riferisce oggi il Corriere del Ticino.
Il primus inter pares della Città ha invitato gli operai e le loro famiglie (erano presenti in 200: in sala anche alcuni granconsiglieri) a fidarsi di quanto messo sul tavolo dalle Ferrovie: la realizzazione del moderno stabilimento industriale da 360 milioni di franchi che occuperà 200-230 collaboratori. "Non sarà un deposito come qualcuno vuol far credere, ma qualcosa di importante. Nessuno, inoltre, perderà il posto di lavoro".
L'iniziativa sarà il controprogetto del Governo?Un altro capitolo sempre aperto è quello riguardante l'iniziativa per la creazione di un polo tecnologico sul sedime delle Officine sottoscritta nel 2008 da quasi 15.000 persone. Le maestranze chiedono che venga messa in votazione popolare al più presto. Ciò che potrebbe effettivamente avvenire, in quanto il Consiglio di Stato dovrebbe portare il testo in Parlamento affiancandovi, quale controprogetto, il messaggio sui 120 milioni. Qualora si verificasse questa ipotesi potrebbe anche non venire lanciato il referendum contro la decisione del Gran Consiglio e/o del Legislativo cittadino.
Maggiori dettagli nell'edizione odierna del Corriere del Ticino
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