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Divieto degli interinali in Ticino, si va al Tribunale federale
Divieto degli interinali in Ticino, si va al Tribunale federale
Divieto degli interinali in Ticino, si va al Tribunale federale
Redazione
7 anni fa
L’associazione nazionale di categoria swissstaffing fa ricorso: "Grave interferenza nella libertà economica"

L’associazione nazionale di categoria dei prestatori e collocatori di personale swissstaffing ha presentato ricorso al Tribunale federale contro la revisione della Legge sulle commesse pubbliche del Canton Ticino. Già alcuni comuni, ricordiamo, hanno adottato mozioni per inserire nei bandi di concorso comunali il divieto alle ditte vincitrici di utilizzare, salvo casi eccezionali, personale delle agenzie interinali e di notificati. Tra questi Chiasso, Biasca e Bellinzona (vedi articoli suggeriti). 

"Con la revisione della Legge sulle commesse pubbliche (LCPubb)" scrive l'associazione swissstaffing, "il Canton Ticino cerca di vietare o limitare in modo massiccio il ricorso al lavoro temporaneo per l’esecuzione delle commesse pubbliche. Con il divieto di subappalto diventa praticamente impossibile per i prestatori di personale fornire la propria manodopera per gli appalti pubblici. Ciò rappresenta una grave interferenza nella libertà economica delle imprese di lavoro temporaneo e dei loro clienti". 

"La revisione della Legge sulle commesse pubbliche del Canton Ticino dovrebbe entrare in vigore il 1° gennaio 2020" prosegue l'associazione. "Secondo quanto previsto, l’assegnazione di commesse a subappaltatori, e in particolare l’impiego di personale a prestito, sarà vietato in linea di principio. Ciò significa che alle aziende non è consentito coinvolgere terzi, né imprese né persone fisiche, nell’esecuzione di un appalto statale. La commessa deve essere eseguita esclusivamente dall’impresa stessa rispettivamente dai propri collaboratori. Di conseguenza, i prestatori di personale non sarebbero più autorizzati a prestare i propri dipendenti per l'esecuzione di appalti pubblici, il che costituirebbe una notevole restrizione".

"La Confederazione ha già regolato in modo esauriente i requisiti e le condizioni per il prestito di personale" sottolinea swisstaffing. "Il lavoro temporaneo è strettamente regolamentato dal CCL Prestito di personale, dichiarato d’obbligatorietà generale, e dalla Legge federale sul collocamento e il personale a prestito con le relative ordinanze, così come la tutela dei lavoratori è garantita sulla base di salari minimi, orari di lavoro massimi e ulteriori prescrizioni minime. Inoltre, nel settore degli appalti pubblici, non esiste una base giuridica evidente che legittimi la restrizione dell’impiego di lavoratori temporanei ai sensi della legge riveduta".

Secondo l'associazione un altro fattore decisivo è che la revisione della Legge sulle commesse pubbliche "viola il diritto federale e internazionale oltre a rappresentare una massiccia interferenza nella libertà economica sia dei prestatori di personale sia dei loro clienti".

Al fine di "prevenire ingenti danni economici al settore e di impedire ulteriori restrizioni al lavoro temporaneo", swissstaffing ha quindi presentato ricorso al Tribunale federale.

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