
Il Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE) ha vietato a Carla Del Ponte di presentare ieri a Milano il suo libro "La caccia. Io e i criminali di guerra". L'opera contiene "affermazioni che non possono essere fatte da un rappresentante del governo svizzero", scrive il DFAE in una lettera indirizzata all'ambasciatrice a Buenos Aires, di cui l'ATS ha ottenuto una copia. La promozione del libro, inoltre, non è compatibile con la sua funzione di ambasciatrice, ha dichiarato il portavoce del DFAE Jean-Philippe Jeannerat. Quanto alla pubblicazione, aggiunge Jeannerat, il dipartimento non si esprime, visto che "La caccia" riguarda la precedente attività della ticinese, quando non era funzionaria della Confederazione.Nel libro Carla Del Ponte racconta della sua precedente esperienza in veste di procuratrice generale del Tribunale penale internazionale dell'Aia, in particolare dei suoi sforzi per ottenere la cattura dei principali responsabili dei crimini di guerra nei Balcani durante gli anni '90. Secondo la stampa l'opera contiene informazioni scottanti su personaggi politici dei paesi dell'ex Yugoslavia. L'emittente locale zurighese "Radio 1", che ha diffuso per prima la notizia del divieto di Berna, parla di "pesanti accuse" al primo ministro kosovaro Hashim Thaci, che secondo l'ex procuratrice sarebbe coinvolto in un traffico internazionale di organi.La lettera dell'ambasciatore Martin Dahinden, capo della Direzione delle risorse e della rete esterna del DFAE, invita inoltre la Del Ponte ad accordarsi con il Servizio informazioni del DFAE per ogni eventuale intervista, dialogo e articolo in merito al libro. "La ringraziamo per un suo rapido rientro a Buenos Aires", conclude la missiva.Una presa di posizione da parte di Carla Del Ponte non è per il momento disponibile.ATS
© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata

