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Ticino
“Diversi clienti se ne sono andati”
Redazione
6 anni fa
La raccolta dei dati dei clienti anche per i bar sta creando non poche difficoltà agli esercenti

Le nuove norme di contenimento del coronavirus si stanno facendo notare. In negozi e supermercati tutti indossano la mascherina, le discoteche sono state chiuse tutto il fine settimana e anche i bar devono raccogliere i dati degli avventori, anche solo per un caffè. “È veramente dura perché tante persone non accettano di dare i propri dati quando vengono a bere anche solo un caffè, però la normativa parla chiaro, tutti si devono sedere e tutti devono dare i propri dati”, racconta Michele Unternährer, presidente di GastroLugano.

E, purtroppo, c’è anche chi sapendo di doversi registrare ha lasciato perdere. “Diversi clienti mi hanno chiesto se dovessero lasciare i dati. Gli ho detto di sì e non hanno consumato. Qualcuno ha cambiato idea quando gli ho detto che putroppo non potevo servirli”, racconta Unternährer.

Per i bar, racconta il gerente, è anche più dura, perché il ristoratore può sfruttare, per la registrazione, i minuti di attesa di un pasto: “La maggior parte dei miei clienti arriva, si siede, riceve il caffè e va via anche in trenta secondi”. Così la categoria è sotto pressione. Sabato, il primo giorno intero di nuove regole, Unternährer è tornato a casa distrutto: “Sono andato a dormire direttamente, non ne potevo più. Oggi infatti ho deciso di prendere una persona in più, perché è impossibile”.

Il presidente ritiene esagerata la norma anche per i bar. “Si poteva scegliere di far mettere la mascherina, consentendo di toglierla solo per consumare. In fondo sui mezzi pubblici si indossa la mascherina, si sta vicini, ma nessuno ti chiede i dati”.

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