
Si è svolta ieri la conferenza stampa interpartitica che si batte per il “no” all’iniziativa per la limitazione in votazione il prossimo 27 settembre. Tra i contrari Fabio Regazzi (Ppd), Alex Farinelli (Plr), Daniel Mitric (Plr) e Alessandra Alberti, direttrice di Choloat Stella che mettono l’accento sull’aspetto economico. “L’iniziativa farà cadere tutti gli accordi bilaterali con conseguenze negative per la Svizzera e per il Ticino: senza un piano B, indipendentemente dagli scenari, la certezza è che non staremo meglio di prima”, ribadiscono i contrari.
Con l’accettazione dell’iniziativa – proseguono – salterà l’intero pacchetto degli Accordi bilaterali e “questo isolerebbe il nostro Paese dal suo principale mercato di riferimento, proprio nel momento in cui stiamo affrontando la peggior crisi economica degli ultimi decenni”.
“Molti non si rendono conto id quali siano i vantaggi grazie agli accordi bilaterali per avere relazioni economiche facilitate. Se dovessero cadere questi privilegi noi dovremmo subire una sorta di restrizioni, di difficoltà e molte aziende sarebbero costrette a lasciare la Svizzera e questo si tradurrebbe in perdita dei posti di lavoro”, ha spiegato ai microfoni di Teleticino Fabio Regazzi consigliere nazionale Ppd.
Intervista a Fabio Regazzi
La Svizzera, ricordano, “ha un mercato interno limitato e guadagna due franchi su cinque attraverso il commercio estero. In tempi così incerti a livello mondiale, sono quindi indispensabili relazioni stabili con il più importante mercato di vendita per le esportazioni svizzere”.
I relatori hanno rimproverato di non proporre alcun piano B per consolidare in maniera alternativa i vantaggi che garantiscono gli accordi. “Significa mettere in difficoltà il nostro mercato del lavoro”, ha spiegato Alex Farinelli. La votazione del 27 settembre, secondo Farinelli, “è epocale, peggio della scelta del 1992 per aderire o meno allo spazio economico”. In Ticino – ammettono - c’è un problema con il mercato del lavoro: “Uno dei primi compiti della politica è indirizzare i giovani verso settori dove non c’è dumping salariale, ma cambiare mentalità ora è difficile e in ogni caso la risposta a questi problemi non è quella degli iniziativisti”.
Intervista a Alex Farinelli
Michele Rossi, esperto giuridico della Camera di commercio cantonale ha spiegato come con un sì all’iniziativa “cadrebbero tutti gli accordi perché è una clausola attiva e quindi andremmo incontro alla caduta degli accordi bilaterali”. E sottolinea: “La Svizzera non è succube dell’Unione europea, ha però firmato degli accordi che prevedono determinate questioni”.
Intervista a Michele Rossi
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