
Le statistiche pubblicate qualche giorno fa dall'USTAT ed effettuate dal KOF di Zurigo hanno mostrato una situazione che vede i piccoli commerci soffrire mentre i medi e grandi distributori navigare in acque più tranquille. La statistica era riferita al secondo trimestre del 2011, quindi fino alla fine di giugno.La DISTI, l'associazione di categoria dei distributori, però non ci sta e replica, tramite un comunicato stampa, a quanto asserito nella statistica"La forza del franco ha spazzato via ogni illusione" inizia il comunicato "gli specialisti hanno chiesto ai commercianti: «come sono andati gli affari nei primi 6 mesi del 2011? E come andranno nei prossimi mesi?». Elaborate le risposte raccolte, l’Ufficio di statistica ha concluso: «Sofferenza per i piccoli, sollievo per medi e grandi» (1)."Peccato però che le opinioni (e le speranze) espresse a fine giugno siano nel frattempo state vanificate e spazzate via dall’accresciuta forza del franco o dall’indebolimento dell’Euro che, al 30 giugno, valeva ancora Fr. 1.31 mentre nelle scorse settimane ha sfiorato la parità (- 23%)."Continua con "Questa evoluzione dei corsi di cambio (che ha spinto sempre più ticinesi verso gli acquisti in Italia) e l’insoddisfacente afflusso di turisti (anch’essi condizionati dalla forza del franco) hanno di fatto portato a sensibili riduzioni delle presenze nei negozi e della cifra d’affari. Le conseguenze hanno accentuato una crisi che, nel settore del commercio, colpisce tutti i negozi, grandi e piccoli. Questa tendenza sarà verosimilmente fotografata anche dalle statistiche nei prossimi mesi.I risultati di luglio e l’andamento di agosto sono infatti stati negativi e la pressione sui prezzi (e sulla cifra d’affari) rimane molto alta. Nel frattempo ci sono stati primi effetti anche sui posti di lavoro (per il momento soprattutto con una diminuzione dei tempi parziali). Se la tendenza negativa dovesse continuare, saranno inevitabili conseguenze anche più gravi."E conclude "La DISTI auspica che i meccanismi che hanno finora impedito di trasferire sui prezzi per i consumatori la forza del franco svizzero possano essere al più presto corretti creando così le premesse affinché la maggioranza dei Ticinesi si convinca che acquistare all’estero può essere allettante ma, sul lungo periodo, fa male alla Svizzera, al Ticino e ai posti di lavoro occupati da persone svizzere o residenti nel nostro Cantone"-
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