
L’edilizia privata ticinese ha il freno a mano tirato. Lo si vede anche nel continuo calo dei lavoratori stranieri dipendenti (i distaccati) e i prestatori indipendenti (i padroncini), iniziato nel 2019. Stando ai risultati presentati dall’associazione interprofessionale di controllo (AIC), nel 2022 le ditte notificate sono state 1'686 contro le 2’029 del 2021 e le 2’067 del 2020. Tra le ragioni di questa tendenza, l’aumento dei prezzi dei materiali da costruzione, dell’energia e l’inflazione. Ma non solo, spiega Renzo Ambrosetti, presidente dell’AIC: “In Italia c'è più occasione di lavoro attraverso degli aiuti nel settore edile grazie allo Stato. Ditte che prima vendevano qui in Ticino non vengono dunque più. Un’altra cosa che abbiamo notato è che il passaggio attraverso il distacco è stato soppiantato attraverso i permessi di corta durata di 90 giorni. Un fenomeno che vediamo in tutta la Svizzera”.
I controlli
L’associazione si occupa di verificare che i lavoratori provenienti dall’estero nell’ambito della libera circolazione delle persone siano in regola con la legge svizzera e i contratti collettivi di lavoro. Più del 90% delle aziende notificate vengono controllate. Il numero per il 2022 è di 1’539. L’AIC non conosce però di preciso quante aziende siano state poi sanzionate perché ognuna può ricevere più sanzioni. Quali le maggiori infrazioni? “C’è la procedura di notifica, ovvero quando l’attestato di notifica non è corretto”, ci spiega Mattia Rizza, ispettore capo dell’AIC. “Oppure si tratta di multe convenzionali che riguardano il contratto collettivo di lavoro della professione in cui si esercita, per esempio il non rispetto del salario minimo, del registro orario oppure ritardi nell’invio della documentazione”. Le ditte senza notifica sono state invece 132.
Come sta andando il 2023
I numeri di questi primi quattro mesi ricalcano quelli del 2022. Ma l’anno scorso sono stati fatti dei passi avanti sulla comunicazione tra i vari organi di controllo, coinvolgendo comuni, polizia cantonale e comunale. “La collaborazione tra i vari enti è fondamentale”, sottolinea il segretario dell’AIC Nicola Bagnovini. “Dobbiamo mettere in rete queste informazioni in modo che chi è sul territorio sappia segnalare all'organo di controllo competente eventuali situazioni sospette”. A completare il progetto di aggiornamento, di miglioramenti a livello informatico.

