
È prevista per oggi alle 15 una conferenza stampa del Municipio di Lugano sull’autogestione. Dopo l’annullamento dell’incontro della scorsa settimana l’Esecutivo ha deciso di parlare. I colleghi di Teleticino in occasione di questo punto stampa hanno intervistato il rettore dell’Università della Svizzera italiana Boas Erez, il quale non ha dubbi: “Usciremo vincitori da questa situazione solo se si farà un passo avanti”.
Elezioni e autogestione: un mix pericoloso?
“La situazione ora mi sembra abbastanza bloccata, non penso che aiuti il fatto che ci siano le elezioni comunali. Penso che sarebbe meglio se la questione non diventasse un argomento di campagna elettorale, non deve servire a discriminare un candidato da un altro, perché è un problema che riguarda tutti”.
Un anno fa avevate promosso una serata pubblica sul tema dell’autogestione. Com’è andata?
“Tutti i presenti sono concordi nel dire che è stata una serata costruttiva, ognuno diceva quello che pensava. In particolare, anche i Molinari che erano presenti hanno messo in evidenza i limiti. Era una maniera per verificare il principio di realtà, ci sono delle coerenze interne al movimento come ci sono coerenze interne a quello che riguarda la gestione pubblica, il problema è fare interagire queste realtà. Quello che è piaciuto è stato il grande rispetto gli uni negli altri”.
In quell’occasione Bruno Brughera dell’associazione Aida(associazione idea autogestione) disse: “Si ritornerà nelle piazze qualora non si troverà una soluzione”.
“È inutile far finta che il problema non ci sia. Senza pregiudicare le iniziative che sono in corso, ma parlare di un’evacuazione quando non si ha una minima idea di una localizzazione alternativa proposta o discussa mi sembra sottovalutare il problema”.
Di chi frequenta la sua università quanti frequentano l’ex macello e le attività?
“So di colleghi che sono stati abbastanza vicini. Degli studenti non lo so, penso ve ne siano pochi”.
Qualora si finisse in piazza, se vedesse un suo allievo manifestare cosa direbbe?
“Non mi sento di dare consigli agli studenti dell’università. Se manifestassero all’Università, allora probabilmente avrei qualcosa da dire ma non posso dare lezioni sul comportamento che devono tenere fuori. Anche se ci sono manifestazioni autorizzate e altre che non lo sono, chi va a manifestare di solito riflette sulle questioni e ha una certa maturità politica”.
Quello dell’Eoc e Cardiocentro è stato un rapporto complicato e lei ha avuto un ruolo di facilitatore. Ieri durante la trasmissione di Matrioska è stato detto che la sua figura potrebbe anche fare da mediatore in questa occasione. Lo farebbe?
“Molto volentieri e non per attribuirmi qualche merito. Io ho grande rispetto per le istituzioni, il quadro legale dev’essere rispettato, ho una comprensione per la necessità di questo spazio ed effettivamente mi trovo a metà. Il facilitatore fa in modo che le due parti trovino una soluzione e crea uno spazio di discussione, il mediatore invece porta qualcosa nella discussione. Sarei contento di fare il facilitatore”.
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