
Un’accidentale dispersione di olio combustibile si è verificata lo scorso mese di maggio nel quartiere di Solduno. La notifica dell’accaduto è però avvenuta quasi un mese dopo l’incidente all’autorità competente, ciò che ha permesso “un ulteriore progressivo avanzamento dell’inquinamento nel sottosuolo della zona interessata, che si trova a qualche centinaio di metri dall’area di protezione della captazione dell’acqua potabile della Morettina”. Lo rende noto il Municipio di Locarno, precisando che le verifiche tecniche e le operazioni di pulizia effettuate finora hanno permesso di constatare che “gli idrocarburi non hanno finora raggiunto la falda”, rassicurando quindi i cittadini sulla potabilità dell’acqua. Ulteriori verifiche sono in corso e l’Esecutivo ha nel frattempo sporto una denuncia penale per infrazione alla Legge federale sulla protezione delle acque, costituendosi quale accusatore privato.
L’evento accidentale
Il “notevole sversamento di nafta nel terreno di un cantinato” è avvenuto durante i lavori di manutenzione di una cisterna per olio combustibile di un’abitazione a Solduno. Al momento dell’incidente, come detto, nessuno ha avvisato le Autorità competenti, impedendo così l’intervento “tempestivo” dei servizi specializzati che avrebbero potuto recuperare la nafta e contenere in maniera importante l’inquinamento. “Solo a distanza di quasi un mese dall’accaduto vi è stata una notifica all’Autorità cantonale competente, che ha immediatamente informato l’Azienda acqua potabile della Città, che si è subito attivata eseguendo un sopralluogo con gli attori coinvolti” fa sapere il Municipio. “Questo ha permesso di organizzare un parziale risanamento del sito, dopo avere costatato l’avvenuta dispersione della nafta nel sottosuolo della zona interessata allo sversamento”.
L’area inquinata
L’area oggetto dell’inquinamento si trova a monte delle zone di protezione dei pozzi di captazione alla Morettina e si configura quindi come “delicata dal profilo della protezione delle acque”. Per garantire l’approvvigionamento idrico del comprensorio, l’Azienda Acqua potabile – in collaborazione con il Laboratorio cantonale e gli uffici cantonali preposti – ha eseguito un consulto con un idrogeologo e diversi sopralluoghi, che hanno permesso la valutazione scientifica della problematica e di adottare misure idonee a contenere e controllare l’evoluzione dell’inquinamento del terreno. “Un apposito programma di campionature periodiche ha permesso di constatare che, finora, non sono state riscontrate tracce di idrocarburi, né nella falda né nei pozzi di captazione, confermando quindi la costante potabilità dell’acqua” sottolinea l’Esecutivo. Considerata la complessità della situazione e la difficoltà nel formulare previsioni a causa della irregolare struttura geologica del suolo interessato, è stata organizzata “una sistematica attività di controllo della qualità dell’acqua della falda, che continua tuttora”. Allo stesso tempo sono stati anticipati eventuali scenari e soluzioni nel caso in cui degli idrocarburi dovessero raggiungere la falda, così da potere reagire tempestivamente e salvaguardare la principale fonte di acqua potabile del territorio, garantendo un’erogazione costante alla popolazione. Misure che per ora “non si sono rivelate necessarie”.
“Il pericolo maggiore scongiurato”
A cinque mesi dall’evento e grazie alle massicce misure di recupero di prevenzione adottate, il Municipio ritiene che il pericolo maggiore di contaminazione della falda “possa essere considerato scongiurato”. Ciononostante l’autorità continua a tenere sotto controllo eventuali anomalie ed è pronta ad intervenire per attuare altre misure volte a garantire un costante approvvigionamento. Le misure di controllo continueranno ad essere mantenute fino a quando i tecnici riterranno il rischio della falda “definitivamente scongiurato”. Nel caso in cui gli idrocarburi dovessero raggiungere le captazioni della Morettina l’avviso di non potabilità sarà immediatamente diramato dalla Azienda dell’acqua potabile.
Partita la denuncia
Da parte sua il Municipio ha inoltrato al Ministero pubblico una denuncia penale per infrazione alla Legge federale sulla protezione della acque e agli articoli 234 cpv. 2 e 239 CP, costituendosi inoltre quale accusatore privato in tale ambito. “I diversi attori interessati dall’inquinamento e le rispettive compagnie assicurative, stanno discutendo in modo costruttivo anche allo scopo di ridurre per quanto possibile i danni passati (ed eventualmente anche quelli futuri) alla cosa pubblica” specifica l’Esecutivo, che infine tiene a rassicurare la popolazione. “Nonostante l’incidente, l’acqua erogata dai pozzi della Morettina è sempre stata, e rimane, potabile”.
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