
Un secondo giovane residente del Luganese è finito in manette a seguito dei disordini scoppiati alla Gottardo Arena dopo il derby dello scorso 11 ottobre. Lo scrive la Rsi, spiegando che l'accusa è quella di tentate lesioni gravi. Il giovane respinge ogni addebito e si dice estraneo a quanto successo, malgrado fosse presente sul luogo dei fatti. Ricordiamo che per l'ordigno pirotecnico lanciato dal settore ospiti, che ha colpito un veicolo dell'emittente di Comano, ferendo alcune persone, è già stato arrestato un 27enne lo scorso 25 ottobre. Le ipotesi di reato nei suoi confronti sono di esplosione, tentato omicidio intenzionale, tentate lesioni gravi, esposizione a pericolo della vita altrui, lesioni semplici, danneggiamento e contravvenzione alla Legge federale sugli stupefacenti. Sotto inchieste sono finite anche la madre e la compagna di quest'ultimo. Nei loro confronti la procuratrice pubblica Valentina Tuoni ipotizza il reato di favoreggiamento poiché le due, dopo l'arresto dell'uomo, avrebbero distrutto dei petardi che custodiva in un box.
Di oggi, inoltre, la notizia dell'arresto di sette giovani per la rissa scoppiata a Rivera, sempre l'11 ottobre dopo la partita tra Lugano e Ambrì-Piotta: sei maggiorenni e un minorenne, tutti domiciliati nel Luganese.

