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Ticino
Disoccupazione: "Servono gli altri dati!"
Disoccupazione: "Servono gli altri dati!"
Disoccupazione: "Servono gli altri dati!"
Redazione
11 anni fa
Lo chiedono alcuni deputati per i quali i dati forniti dalla SECO non riescono a dare una giusta percezione del problema

Ogni mese vengono forniti da più parti i dati sulla disoccupazione. Dati che, a seconda la fonte, variano di alcuni punti percentuali. Quelli che generalmente sono giudicati più ottimistici sono quelli forniti dalla Segreteria di Stato dell’economia. Ottimistici, ma spesso criticati perché giudicati lontani dalla realtà della situazione del mondo del lavoro.

Sulla scorta di questa critiche Raoul Ghisletta (PS), Henrik Bang (PS), Sara Beretta Piccoli (PPD), Daniele Caverzasio (Lega dei Ticinesi), Franco Celio (PLR), Marco Chiesa (UDC), Giorgio Fonio (PPD), Germano Mattei (Montagnaviva), Lorenzo Jelmini (PPD), Tamara Merlo (Verdi) e Sergio Savoia (Verdi) hanno presentato una mozione per chiedere che vengano utilizzati anche i dati dell’Organizzazione internazionale del lavoro (ILO) “per dare una percezione della disoccupazione più aderente alla realtà”.

“I dati della disoccupazione della Segreteria di Stato dell’economia (SECO) conteggiano unicamente le persone iscritte agli Ufficio regionali di collocamento (URC). Molte persone senza lavoro che non hanno più diritto alle indennità o che non l’hanno ancora maturato rinunciano all’iscrizione agli URC. I dati della SECO quindi non danno che una visione parziale della realtà. L’esempio lampante è quello dei giovani fra i 14 e i 25 anni: in molti non sono iscritti agli URC, perché non hanno ancora maturato il diritto alle indennità o lo hanno già esaurito. Nel 2013, in base ai dati SECO, i giovani disoccupati erano 997, con un tasso di disoccupazione del 6,3%; se però si tiene conto della definizione ILO risulta che le persone sotto i 25 anni senza un impiego erano circa 3mila ed il tasso di disoccupazione è del 16%, come dimostra uno studio dell’Ufficio cantonale di statistica.”

Per i deputati gli esempi di incongruenze fra i dati SECO e ILO si sprecano:

“La riforma della legge sulla disoccupazione è entrata in vigore il primo aprile 2011. Di colpo sono spariti dalla statistica centinaia di disoccupati, semplicemente perché non avendo più diritto alle indennità hanno rinunciato a rimanere iscritti agli URC. Nel mese di aprile 2011 il numero di disoccupati censiti dalla SECO è sceso del 9,9%, in maggio del 14,5%, in giugno del 15,4%, in luglio del 16,6%, il agosto del 16,7%, in settembre del 17,3%….. e via dicendo per parecchio tempo. Paragonare il tasso di disoccupazione prima e dopo questa revisione peggiorativa delle legge diventa quindi problematico, perché da allora meno persone si iscrivono agli URC e molti più senza lavoro non figurano più nella statistica.”

“Il numero dei disoccupati ILO dal 2002 ad oggi è salito da 5’400 a 11’100 ed il tasso disoccupazione dal 3,4% al 6,2%. I sottoccupati – cioè coloro che vorrebbero aumentare la loro percentuale di occupazione – hanno raggiunto un nuovo record nel II trimestre del 2015: ben 18’800 persone, pari a un tasso di sottoccupazione dell’11,3% (nel 2004 erano 8’400 e il tasso era del 5,3%).”

I firmatari della mozione chiedono quindi che i dati SECO vengano sistematicamente affiancati a quelli ILO per favorire la lotta alla disoccupazione, attraverso una migliore e corretta percezione dell’ampiezza del problema.

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