
Grazie al leggero calo di luglio, il Canton Ticino registra per la prima volta un tasso di disoccupazione (3%) inferiore a quello nazionale (3,1%).
Un dato che il direttore del DFE Christian Vitta definisce "degno di nota".
In un'opinione pubblicata su La Regione, il consigliere di Stato scrive che questa situazione "non va enfatizzata, in quanto sappiamo che ogni disoccupato porta con sé anche una storia fatta di momenti difficili, ma non va nemmeno sottaciuta."
Secondo Vitta questo dato, "ma soprattutto la sua evoluzione in controtendenza rispetto ad altri cantoni svizzeri", merita alcune considerazioni.
La prima è che "l'economia del nostro cantone è molto diversificata e ha una capacità di resistere alle pressioni derivanti dall'attuale crisi economica internazionale superiore ad altre realtà svizzere".
In particolare durante le sue visite aziendali, Vitta ha potuto toccare con mano "un tessuto economico molto diversificato e in grado di confrontarsi con una concorrenza sempre più agguerrita", capacità "che va riconosciuta ai nostri imprenditori che, quotidianamente, si impegnano per garantire un futuro alle proprie aziende e il posto di lavoro ai propri dipendenti."
Ma, sottolinea Vitta, la situazione ticinese non è fatta solo di rose e fiori. "Accanto a queste note di merito, la realtà ci presenta anche dei problemi legati alla crescente pressione sui salari indotta dalla sempre più marcata concorrenza e dalla pressione sui margini di guadagno delle aziende" scrive il direttore del DFE. "Questo rimane un fenomeno che, unitamente a quello della precarizzazione dei posti di lavoro, continua a preoccuparci e a meritare tutta la nostra attenzione."
In questa direzione, "una delle priorità del Governo e del mio dipartimento è proprio quella legata alle condizioni del mercato del lavoro", prosegue Vitta. "Ricordo, infatti, che lo scorso mese di settembre il Dipartimento delle finanze e dell'economia ha presentato un pacchetto di prime misure, volte da un lato a favorire il collocamento di personale e, dall'altro, a correggere le distorsioni e le disfunzioni che osserviamo. Un'azione (...) che sta dando buoni e tangibili risultati."
"Una rondine non fa primavera" e sarà necessario verificare l'evoluzione del mercato del lavoro nei prossimi mesi, conclude Vitta. Ma i risultati pubblicati ieri, "con tutti i limiti insiti in queste statistiche, rappresentano un segnale incoraggiante che ci stimola a continuare a impegnarci a favore di un'economia sana e di un mercato del lavoro che garantisca opportunità d'impiega sul nostro territorio."
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