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Ticino
Disoccupazione: “Aumento preoccupante”
Su base annua il dato della disoccupazione è cresciuto del 49,8%. Vitta: “Il coronavirus ha influito negativamente, un secondo lockdown sarebbe drammatico”

A livello ticinese la situazione della disoccupazione è decresciuta tra maggio e giugno. Una situazione che sembra dunque tutto sommato positiva. Il dato importante però va raffrontato su base annua e, la situazione, è letteralmente esplosa. Infatti, il numero dei disoccupati rispetto a giugno 2019 è cresciuto del 49,8%. Una crisi che secondo molto osservatori presenta aspetti unici perché per la prima volta che è presente sia uno stop radicale della domanda e dell’offerta. I colleghi di Teleticino ne hanno parlato con l’economista Sergio Rossi.

Dato allarmante
“Si tratta di un dato molto allarmante, inquietante sia per le aziende che per i lavoratori” spiega Rossi. “Questo dato non racchiude, inoltre, tutte le persone che non sono iscritti al catalogo. Questo è un fenomeno che andrà a peggiorare”.

Pil battuta d’arresto
Nel 2020 il PIL cantonale subirà una battuta d’arresto del 8,3%. A dirlo le previsioni del BAK economics Lugano. Le analisi svolte sul primo semestre 2020 indicano un crollo dell’attività economica in quasi tutti i settori: -7,3% nel commercio all’ingrosso, -23% nel settore orologiero, -11% nell’edilizia. -24% nella ristorazione e albergheria. Un calo della produzione che colpirà tutta l’Europa, con punte preoccupanti in Italia, dove le stime indicano un calo del PIL dell’11%.

“Inizialmente la produzione cantonale è diminuita, poi però c’è stato anche un calo del potere di acquisto dei lavoratori e della manodopera. Nei prossimi mesi questo calo del Pil sarà ancora più forte perché le persone avranno più sfiducia e la disoccupazione aumenterà”, dice preoccupato. “Questa crisi economica è la più grave degli ultimi 100 anni perché riguarda sia la domanda che l’offerta dal lockdown. Il settore pubblico non ha la capacità e la volontà di sostenere la spesa pubblica”.

“La classe politica non ha capito”
Il rischio che la crisi economia diventi finanziaria per molti osservatori è dietro l’angolo. Secondo Rossi è in questo momento che lo Stato dovrebbe aumentare la spesa e il debito pubblico. Una scelta che solleva freni ideologici, ma che potrebbe aiutare a corto termine un mercato in difficoltà

“La classe politica non ha capito la gravità della crisi perché si rapporta al 2008. Però questa crisi sarà ben peggiore visto che riguarda vari aspetti, tra cui il mercato del lavoro e la finanza pubblica molto sollecitata nei Paesi vicino al nostro”.

“Secondo lockdown sarebbe drammatico”
Sul tema si è espresso anche il direttore del Dipartimento delle finanze e dell’economia, Christian Vitta. “Questa crisi avrà delle conseguenze economiche molto importanti, entreremo in una fase impegnativa e il mercato del lavoro ne subirà delle conseguenze”. E sull’evolversi della situazione epidemiologica e la ventilata possibilità di fare un altro lockdown Vitta spiega: “Dal profilo economico un secondo lockdwon sarebbe drammatico e per questo è da evitare”.

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