
Ci son delle categorie che soffrono più l’accesso al mercato del lavoro. Fabio Losa, ricercatore Supsi, le ha elencate ai microfoni di TeleTicino: “persone meno formate, giovani che vorrebbero accedere al mercato del lavoro, donne, stranieri, proprio perché meno formati.
Categorie, quindi, che Fabio Losa tiene a rimarcare perché non si limitano ai dati diffusi oggi dalla SECO. È fatto noto: la Segreteria di Stato dell’economia quantifica il numero di persone iscritte agli Uffici regionali di collocamento. In Ticino, a novembre, erano 5169: 733 in più rispetto a ottobre, 42 in meno dell’anno scorso. Si tratta comunque dell’aumento più marcato in Svizzera. Non resta che capire come vanno letti questi dati.
“Questi dati sono sostanzialmente un po’ ballerini, in alcuni mesi salgono, in altri si riducono un po’” spiega Losa, e aggiunge “in questo senso è illustrativo quanto segue: negli ultimi 10 anni, il numero dei disoccupati iscritti in Ticino è passato da 8mila a 5mila”. “Nello stesso decennio il numero di disoccupati ai sensi internazionali è passato da 11mila a 14mila” ha dichiarato il ricercatore spiegando che “i disoccupati iscritti sono in calo ma non per l’economia. Sono i comportamenti delle persone. La revisione di legge nel 2011 ha determinato un inasprimento dei criteri per accedere alla disoccupazione”.
Cifre – 14mila persone in cerca di lavoro di cui 5mila iscritte agli URC – che non si possono sicuramente trascurare. Figlie di una posizione geografica particolare e di regole del gioco che non sempre aiutano. Un tema perennemente attuale, ancor più oggi con l’apertura di una sessione parlamentare chiamata a decidere sul salario minimo.Ma per Losa, “Il salario minimo non è uno strumento per lottare contro la disoccupazione” perché, spiega il ricercato, “il salario minimo è un costrutto per rendere più decenti ed eque le condizioni di impiego”.
E quindi, non serve a fermare la sostituzione di manodopera proprio perché non è pensato in questo senso. “Oggigiorno le soluzioni di un mercato così esposto alla concorrenza estera sono il controllo del rispetto delle regole del gioco” ha ribadito Losa e ha concluso spiegando che “il fenomeno cruciale di questo decennio è stata una forte progressione dell’occupazione che però non è stata assorbita dai disoccupati”.
Tutti i dettagli nel servizio di TeleTicino
© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata

