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"Disoccupati frontalieri ed abusi internazionali, che fare?"
"Disoccupati frontalieri ed abusi internazionali, che fare?"
"Disoccupati frontalieri ed abusi internazionali, che fare?"
Redazione
7 anni fa
Quadri interroga il Consiglio federale dopo il caso di 8 frontalieri che hanno preso la disoccupazione in Italia

Appena uscita la notizia, già scatta un'interrogazione al Consiglio federale sul caso di 8 cittadini italiani, residenti nell'Olgiatese, che risultavano al beneficio di indennità di disoccupazione in Italia, mentre lavoravano in Svizzera come frontalieri. Secondo il consigliere nazionale Lorenzo Quadri (Lega) non si può non escludere che si tratti solo della punta dell’iceberg e che i casi di irregolarità reali siano numerosi.

"Come noto, l’UE potrebbe decidere – anche se per ora il dossier risulta arenato non essendo stato raggiunto il necessario consenso – di imporre il pagamento delle indennità di disoccupazione dei frontalieri allo Stato di ultimo impiego e non più come adesso (principalmente) a quello di residenza" scrive Quadri. "Al proposito, il Consiglio federale ha già dichiarato pubblicamente che un eventuale cambiamento di sistema nel senso indicato sopra comporterebbe per la Svizzera costi nell’ordine di grandezza di centinaia di milioni di franchi".

"Oltre al tema dei costi" prosegue Quadri, "si pone anche quello degli abusi, ovvero, dei frontalieri che potrebbero risultare disoccupati in Svizzera ma poi lavorare in nero in Italia. È dunque fondamentale che la Svizzera rifiuti di adeguarsi all’eventuale nuova regolamentazione UE sulla disoccupazione dei frontalieri. Peraltro, pare che il Lussemburgo abbia già concertato delle eccezioni".

Tuttavia Quadri teme "l'ennesimo adeguamento" e chiede pertanto al Consiglio federale: "Nella denegata ipotesi in cui dovesse entrare in vigore la disposizione UE in base a cui a versare le indennità di disoccupazione dei frontalieri dovrà essere lo Stato di ultimo impiego, e la Svizzera decidesse di adeguarsi: come intende il CF evitare che frontalieri beneficiari di rendite LADI in Svizzera lavorino in nero – o anche non in nero – in Italia? Quali controlli internazionali potrebbero essere messi in atto per evitare abusi?"

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