
Il presidente WWF della Svizzera italiana, Massimo Mobiglia, precisa oggi la posizione del suo sodalizio sul lupo M75 dopo che ieri il WWF nazionale ha annunciato di aver ritirato il ricorso contro la decisione di abbattimento emanata il 22 marzo dai Cantoni Ticino e Grigioni.
"Come WWF della Svizzera italiana non possiamo restare immobili dopo avere letto la disinformazione che ruota attorno alla vita e alla morte di M75, il lupo divenuto suo malgrado molto famoso" scrive Mobiglia in una nota stampa.
"È recente la notizia che non sarà fatto ricorso all’ordine di abbattimento, non perché si condivide l’abbattimento, come evidenziato da un a testata online, ma poiché i test genetici effettuati nelle predazioni non lasciano la minima speranza di successo giuridico" prosegue Mobiglia. "Spendere soldi per questo sarebbe prendere inutilmente in giro i contribuenti che ci danno fiducia."
"Però non condividiamo" scrive ancora il presidente WWF della Svizzera italiana. "Infatti, vista la mobilità dell’animale siamo convinti che con questo ordine possano essere abbattuti altri esemplari: perciò chiediamo nuovamente al Consiglio di Stato di rivalutarlo alla luce di questo."
"Il nostro compito è da sempre la protezione della natura, e sia il lupo sia la pecora ne fanno parte" prosegue Mobiglia. "Ecco perché ribadiamo che in Ticino è il momento di puntare seriamente sulla protezione delle greggi, utilizzando tutti i mezzi che abbiamo a disposizione, non eliminando i grandi predatori."
"Ma prima che questo avvenga, è la protezione del lupo la più importante!" conclude il presidente WWF della Svizzera italiana.
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