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L'interrogazione
Disdette speculative agli inquilini, la sinistra al Municipio: "Come si può intervenire?"
©Chiara Zocchetti
©Chiara Zocchetti
Redazione
2 anni fa
Un'interrogazione de La Sinistra di Lugano chiede lumi al Municipio in merito alle numerose disdette ricevute da alcuni inquilini "legate all'acquisto di immobili da parte di società con intenti speculativi".

La Sinistra a Lugano torna alla carica sul tema delle "disdette speculative" agli inquilini, chiedendo al Municipio come si può intervenire per far fronte a un fenomeno "in crescita". Lo fa con un'altra interrogazione, firmata da Silvia Barzaghi (prima firmataria), Jasmine Altin, Edoardo Cappelletti, Elena Rezzonico, Cristiano canuti, Carlo Zoppi e Nina Pusterla, che segue l'atto parlamentare dello scorso novembre intitolato "disdette speculative in crescita a Lugano: un grave danno per gli inquilini. Urge un intervento".

"Una situazione inquietante"

Citando un articolo pubblicato su La Domenica, La Sinistra spiega che viene descritta "una situazione a dir poco inquietante". Il riferimento "è al fatto che i grandi fondi istituzionali che storicamente possedevano grandi porzioni del parco immobiliare in Ticino, stanno vendendo gli spazi a ditte immobiliare private" e diversi inquilini "hanno ricevuto la disdetta perché non possono o vogliono comperare". Non solo, in diversi casi "è stata velatamente sottintesa l’intenzione di dedicare in futuro gli appartamenti al turismo". Un fenomeno "che riguarda molte zone di Lugano", e nell'articolo "si parla di ben 700 appartamenti, di cui la metà sono stati o saranno messi in vendita come proprietà per piani".

"Potrebbe essere opportuno discutere di diritto di prelazione"

La maggior parte degli immobili destinata a questo destino "ha più di quarant’anni: i grandi fondi non vogliono prendersi a carico la ristrutturazione e quindi si disfano delle proprietà, scaricando il problema sugli inquilini e ora gli speculatori hanno mano libera", si legge ancora nell'interrogazione, dove secondo La Sinistra, "in un momento in cui la classe media fatica a comprare a casa, questo fenomeno è indignante; sempre più famiglie affrontano difficoltà economiche e sono in molti ad avere difficoltà ad arrivare a fine mese". E qui torna in gioco l'obiettivo dell'interrogazione. "In Ticino", viene ancora spiegato, "non esiste a livello cantonale un diritto di prelazione che consentirebbe ai Comuni di acquisire proprietà adatti allo sviluppo di progetti abitativi di utilità pubblica o simili. Potrebbe essere opportuno iniziare a discutere anche di questo aspetto. È fondamentale promuovere un dibattito per favorire la realizzazione di progetti abitativi sostenibili sotto il profilo finanziario, ambientale e sociale".

Le domande poste al Municipio

Cinque le domande contenute nell'interrogazione: "il Comune di Lugano ha valutato di acquistare tali abitazioni per creare delle abitazioni a pigione moderata? Il Comune ha valutato di dare in diritto di superficie ad eventuali Cooperative di abitazione il terreno su cui si trovano i fondi acquistati, al fine di ridurre il capitale proprio necessario per la ristrutturazione e acquisizione da parte delle Cooperative? A tale scopo il Comune di Lugano ha preso contatto con i fondi immobiliari istituzionali e, rispettivamente con la sua stessa CPdL (Cassa Pensioni di Lugano), per capire se e quali grandi immobili sono in procinto di vendere (a grandi fondi speculativi privati)? Il Comune è in grado di quantificare l’ampiezza di tale fenomeno, considerato che a seguito dell’acquisto degli immobili è molto verosimile che le società proprietarie debbano richiedere delle licenze edilizie per rinnovare/ristrutturare/demolire tali stabili? Ci sono già state richieste di sussidi da parte di conduttori che hanno dovuto lasciare tali palazzi e si sono visti costretti a pagare una pigione più elevata?"