Cerca e trova immobili
Ticino
Disdetta cautelativa, "decisione unanime del CdA di LASA?"
Disdetta cautelativa, "decisione unanime del CdA di LASA?"
Disdetta cautelativa, "decisione unanime del CdA di LASA?"
Redazione
7 anni fa
L'MPS interpella il Governo sugli obblighi legali del licenziamento collettivo per i dipendenti di Lugano Airport

Scatta l'interpellanza sui licenziamenti "preventivi" ai dipendenti dell'aeroporto di Lugano previsti per il prossimo 30 aprile. A inoltrarla l'MPS, che pone una sfilza di domande al Governo su quello che ritienere essere "un vero e proprio atteggiamento ricattatorio". 

"È evidente a tutti che da anni ormai (per l’esattezza dal 2010), LASA avrebbe dovuto depositare i bilanci in pretura se la Città di Lugano non avesse continuamente iniettato milioni di franchi per evitare questo scenario" scrive il movimento. "Eppure nessuno si è sognato, malgrado una situazione assai simile, di ricorrere a questo miserabile passo. È evidente che gli organi direttivi di LASA tentano con questa mossa di influenzare in modo pesante la votazione del prossimo aprile, cercando di diffondere l’idea che, se il referendum fosse respinto e le misure di rilancio fossero approvate, si salverebbero tutti i 74 posti di lavoro dello scalo". 

Una menzogna secondo l'MPS: "Le ipotesi formulate di privatizzazione dello scalo, proprio da coloro che si oppongono al referendum, parlano, al massimo, di una ventina di posti di lavoro che verrebbero “salvati” e necessari a una gestione privata, naturalmente a condizioni peggiori, più flessibili, etc. come d’altronde si indica già nel messaggio municipale (non a caso si parla di “ridefinizione del contratto collettivo di lavoro secondo una linea più flessibile”). 

Infine il movimento fa notare che il licenziamento collettivo "non rispetta i relativi obblighi legali". 

Le domande al Consiglio di Stato

1. Corrisponde al vero che la decisione di licenziare tutto il personale LASA è stata presa dal CdA con decisione unanime da parte di tutti i rappresentanti dei partiti di Governo e di Municipio?

2. Conferma che i licenziamenti effettuati si configurano come un licenziamento collettivo ai sensi dell’articolo 335 d del CO (almeno 10 licenziamenti in stabilimenti che occupano tra 20 e 100 dipendenti entro un termine di 30 giorni)?

3. Conferma che l’articolo 335e del CO non può essere richiamato nel caso di questo licenziamento collettivo considerato che al momento dell’intimazione non vi era nessuna decisione giudiziaria di fallimento o concordato con abbandono dell’attivo?

4. Conferma che l’articolo 335 f del CO prevede, in prima battuta, che il datore di lavoro che prevede di effettuare licenziamenti collettivi sia tenuto a:  consultare la rappresentanza dei lavoratori e dare loro almeno la possibilità di formulare proposte sui mezzi atti ad evitare o ridurre i licenziamenti, nonché attenuarne le conseguenze; informare l’ufficio cantonale del lavoro di questo previsto licenziamento collettivo.

5. Conferma che l’articolo 335 g del CO prevede, una volta esperita la procedura di consultazione definita nell’articolo 335f del CO, che il datore di lavoro debba notificare per iscritto all’ufficio cantonale del lavoro ogni progetto di licenziamento e che tale notifica deve contenere i risultati della consultazione?

6. Conferma che sempre l’articolo 335 g del CO prevede che la notifica dei singoli licenziamenti non può avvenire che dopo 30 giorni dalla notifica all’ufficio cantonale del lavoro?

7. Conferma che il CdA interamente composto da rappresentanti di enti pubblici (Città di Lugano e Cantone Ticino) non hanno rispettato questa procedura legale?

8. Conferma che l’articolo 336 del CO definisce come abusiva la disdetta data nel quadro di un licenziamento collettivo, qualora non siano stati consultati la rappresentanza dei lavoratori ai sensi dell’articolo 335 f del CO?

9. Conferma che, di conseguenza, i licenziamenti collettivi, intimati tra l’altro da un CdA interamente composto da rappresentanti di enti pubblici, sono abusivi?

© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata