
Regione Lombardia si muove e cerca una soluzione condivisa con il Canton Ticino per risolvere il problemi ambientali che nascono al di la della frontiera a Stabio. L'argomento è stato al centro dell'audizione congiunta ieri tra la commissione Ambiente e Protezione Civile e la commissione Rapporti tra Lombardia, Confederazione elvetica e Province autonome.
Sul tavolo la realizzazione della "terza fase" della discarica di Stabio già esistente, sia di un impianto per il trattamento di materiali inerti nel Comune di Stabio (Canton Ticino) a ridosso a poca distanza dagli insediamenti abitativi di Gaggiolo, frazione di Cantello".
"La realizzazione nella zona di confine di un area di riciclaggio e deposito di inerti, oltre alla cosiddetta attuazione della "terza fase" della discarica, penalizza maggiormente un'area già interessata dalla presenza della discarica di Stabio creando un ulteriore danno agli abitanti della frazione di Gaggiolo sia sotto l'aspetto acustico, data l'installazione di un frantoio, che per quanto riguarda le emissioni in atmosfera dei residui delle polveri di lavorazione" afferma Luca Marsico presidente della commissione Ambiente e Protezione Civile.
"Auspichiamo" - afferma Marsico - "una collaborazione fra le Istituzioni italiane e ticinesi. L'obiettivo è valutare insieme il problema per arrivare a una soluzione il meno penalizzante possibile per i cittadini che abitano in zone di frontiera a poche decine di metri dall'area interessata".
La realizzazione della "terza fase" comporterebbe un apporto di rifiuti pari circa a di 1.450.000 metri cubi per un'altezza globale della "montagna" artificiale di 65 metri.
"C'è già un dialogo continuo su tematiche transfrontaliere e certamente non mancheremo di porre all'attenzione del Gran Consiglio del Ticino questo problema ambientale che investe le comunità italiane di frontiera" commenta Francesca Brianza, presidente della Commissione "Rapporti tra Lombardia e Confederazione elvetica".
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