
La creazione di una discarica d'inerti in zona Cassina ad Arogno, riproposta in versione ridotta dal Municipio rispetto a quella bocciata alle urne nel 2010 (vedi articoli suggeriti), non ha lasciato indifferenti 111 cittadini, che hanno già inviato una lettera all'Esecutivo contenente dieci osservazioni. Ora anche i politici italiani hanno preso coscienza del progetto (in consultazione fino a pochi giorni fa). E c'è chi teme l'invasione di camion in alta montagna, su una strada stretta che viene giornalmente utilizzata da molti frontalieri.
"A quanto pare in Canton Ticino, ad Arogno, sta per essere aperta una discarica di inerti, in un comune che confina con l’Italia e la Val d’Intelvi" commenta Angelo Orsenigo, consigliere regionale del Pd e segretario della Commissione speciale rapporti tra Lombardia e Confederazione elvetica. "Era già successo a Bizzarone, sempre in provincia di Como, dove volevano aprire una discarica appena oltre la frontiera. E abbiamo il problema di Cantello, in provincia di Varese, che ha appena dietro le sue case una mega discarica di inerti, con tutto ciò che questo comporta” ricorda Orsenigo.
Ma la situazione è diversa tra Arogno e Lanzo d'Intelvi: "Siamo in territori montani, più disabitati e dove le altezze e i boschi proteggono abbastanza i paesi, almeno sul versante italiano", prosegue Orsenigo. "Ma è il principio che conta. Come dire: sapete che c’è? Il posto per costruire le discariche non può che essere dove forse dà più fastidio agli italiani che a noi”.
Secondo Orsenigo la discarica potrebbe porre problemi seri: “Quando sarà operativo, l’impianto comporterà un notevole aumento del traffico pesante, con camion carichi che, lentamente, su strade di montagna tortuose, andranno avanti e indietro tutto il giorno" fa presente il consigliere Pd. "Ma quella strada, per altro stretta, è di fondamentale importanza per i nostri frontalieri che, oltre ai disagi legati all’inverno, alla neve, al ghiaccio che si forma, dovranno fare i conti anche con i mezzi in entrata e in uscita dalla discarica. E qui sì che ci vedo un tentativo di creare per l’ennesima volta fastidio a chi in Ticino va a lavorare”.
Per questo Orsenigo si chiede se “di questa novità siano informati il presidente regionale Fontana e quello della Commissione speciale Mura", al quale chiederà di convocare una seduta per discutere anche "questo nuovo ed ennesimo guaio che va a carico della nostre comunità di confine e dei lavoratori lombardi”.
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