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Ticino
Disagio psichico: la visione dello Stato
Redazione
17 anni fa
Presentata la pianificazione sociopsichiatrica cantonale 2009-2012

Pianificare l’intervento dello Stato, in ambito psichiatrico, in favore delle fasce più deboli della popolazione tenendo conto da una parte l’emergere di nuovi bisogni, dall’altra dei costi che questi bisogni generano. Tra i due aspetti è necessario trovare un equilibrio. Un compito che viene affidato alla pianificazione socio psichiatrica cantonale per il quadriennio 2009-2012. Il documento, presentato oggi a Bellinzona ed elaborato dal Consiglio psicosociale cantonale, sarà sottoposto al Gran Consiglio. Tra i bisogni emergenti ai quali la nuova pianificazione intende rispondere vi sono soprattutto quelli legati al mondo del lavoro. “Vogliamo dare risposte migliori e puntuali ai fenomeni come la precarietà, la perdita del posto di lavoro che creano sempre più angoscia e preoccupazione” ha dichiarato la direttrice del Dipartimento sanità e socialità Patrizia Pesenti. Negli ultimi due anni, seppur stabilizzatosi, il numero delle persone che hanno fatto capo alla psichiatria pubblica supera le 7200 unità. Tra le misure d’intervento della nuova pianificazione socio psichiatrica, che costerà 2,3 milioni di franchi netti, c’è ad esempio l’aumento degli operatori sociali nel Servizio medico psichiatrico come alternativa sociale ed educativa al ricovero presso la Clinica psichiatrica cantonale, così come il progetto di collaborazione con il reparto di pediatria dell’ospedale civico di Lugano per i giovani colpiti da un disagio psichico acuto. “Pensiamo che per i giovani sia necessario trovare soluzioni alternative al ricovero in clinica che potrebbe essere percepito come una misura troppo forte in alcuni casi” ha precisato Patrizia Pesenti. [email protected]

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