
Disagio giovanile e violenza. Sono i temi affrontati dai consiglieri comunali di Mendrisio Elia Agostinetti (L’alternativa), Vera Bosshard, Davina Fitas e Gregorio Aostalli (Il Centro) in un'interpellanza inoltrata al Municipio di Mendrisio. Nel loro atto parlamentare, gli interpellanti ripercorrono fatti di cronaca quali le due sorelle – di 12 e 14 anni – picchiate a Riva San Vitale da una minorenne e da una 18enne, o il pestaggio in pensilina a Lugano al quale hanno partecipato anche alcuni minorenni domiciliati nel Mendrisiotto. Inoltre, «come non ricordare i momenti di aggregazione giovanile (tra i 12 e i 16 anni) a Coldrerio, durante il periodo primavera-estate, che non di rado hanno causato disagi al vicinato e alla circolazione stradale?».
Il futuro della comunità
Tali dinamiche, viene ricordato, si sono verificate anche presso le palestre di Riva San Vitale. Nella sua risposta a un’interrogazione del 26 maggio 2025, il Municipio «ha riconosciuto che le problematiche legate ai comportamenti incivili negli spazi pubblici non possono essere affrontate unicamente sotto il profilo dell’ordine pubblico, ma richiedono un approccio integrato, che consideri anche le componenti educative e sociali». Una posizione che incontra il favore dei firmatari, secondo cui questi sviluppi «devono interrogare le istituzioni, che condividono con genitori e scuole la responsabilità della presa a carico delle giovani generazioni». Occorre chiarire «se gli educatori che operano in prima linea hanno le risorse e le strutture necessarie a una presa a carico efficace e se la strategia in atto sia pedagogicamente legittima e pertinente». Il futuro della comunità «dipende anche dalle risposte che gli enti locali sono in grado di fornire».
Le domande
Si chiede quindi al Municipio quali strumenti utilizza per misurare qualità ed efficacia dei Servizi (Antenna sociale, Centro giovani e Servizio di prossimità) rivolti ai giovani, e quali criticità hanno fatto emergere tali strumenti. Si domanda altresì quali cambiamenti sono stati attuati a seguito di questi controlli di qualità e qual è l’iter che viene seguito per una corretta presa a carico qualora un minorenne, avvicinato dai servizi della Città, dimostrasse sintomi di un qualsivoglia disagio. A tal proposito, «quanti giovani sono stati avvicinati e quanti sono stati poi agganciati da strutture o enti per una presa a carico maggiore durante gli ultimi due anni? Nel caso che questi numeri mostrino una tendenza in crescita, quali sono le strategie del Municipio per farne fronte e come sono state scelte?»
Di seguito gli altri interrogativi posti:

