Locarno
Disagi in città Vecchia, scatta l'interrogazione
©Chiara Zocchetti
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Redazione
4 ore fa
Il deputato PLR Alessandro Speziali parla di un deterioramento della qualità di vita e mette in guardia dai rischi per il turismo e le attività economiche.

Episodi ricorrenti di risse, molestie verbali, schiamazzi, lancio di oggetti dalle finestre, sporcizia e interventi frequenti della Polizia. È il quadro tracciato della città vecchia di Locarno, finita al centro di una petizione con cui si chiede misure contro i disagi (oltre 150 le firme raccolte). Ora la tematica finisce anche sul tavolo del Gran Consiglio grazie a un'interrogazione del deputato PLR Alessandro Speziali, secondo cui il centro storico della città sta vivendo un "progressivo deterioramento della qualità di vita" per residenti, esercenti e commercianti. Al centro delle lamentele anche una struttura d’accoglienza gestita dalla Croce Rossa, dove alcuni richiedenti l’asilo "sono ritenuti responsabili di molti dei problemi segnalati".

Non un caso isolato

"Non sono episodi isolati, né una prima segnalazione sul tema dei richiedenti l’asilo a Locarno (ma anche altrove, come a Chiasso)", sottolinea Speziali. "Questi elementi indicano che l’interazione tra strutture per richiedenti l’asilo e tessuto urbano di molti Comuni è un tema ricorrente da tempo, e non un fenomeno nato recentemente". Per questo il deputato PLR chiede al Cantone di affrontare il tema non come un episodio isolato, ma come un problema strutturale che riguarda l’interazione tra strutture d’accoglienza e tessuto urbano.

Rischi per turismo ed economia locale

Secondo Speziali episodi ripetuti di violenza, insicurezza e degrado rischiano di compromettere l'attrattiva turistica della regione, scoraggiare la clientela locale e turistica e mettere sotto pressione le attività economiche che contribuiscono al gettito fiscale e all’occupazione.

Servono altri criteri

Pur ribadendo che l’accoglienza dei richiedenti l’asilo è un compito pubblico da svolgere nel rispetto della dignità delle persone e delle norme federali e cantonali, Speziali spinge per una riflessione approfondita sui criteri di localizzazione delle strutture, sulle misure di accompagnamento e sulla tutela delle zone più delicate.

Le domande al Governo

  1. Il Consiglio di Stato è a conoscenza della situazione in Città Vecchia a Locarno, della petizione in corso e di altre situazioni come a Chiasso?
  2. Quante segnalazioni, interventi di polizia, denunce o procedimenti penali collegati a risse, molestie, turbative della quiete pubblica o danneggiamenti sono stati registrati, negli ultimi tre anni, nell’area interessata dalla struttura ricettiva in questione e nelle altre Città del Cantone?
  3. In quanti casi le persone coinvolte risultavano essere richiedenti l’asilo alloggiati nelle strutture previste?
  4. Quali misure di accompagnamento e controllo sono previste per gli ospiti di queste strutture?
  5. Negli ultimi anni sono stati introdotti correttivi specifici (ad esempio limiti alla capacità, cambi di profilo degli ospiti, rafforzamento della presenza educativa o di sicurezza) a seguito delle criticità segnalate nel quartiere? Se sì, quali e con quali risultati concreti?
  6. Quali misure coordinate sono attualmente in atto tra Cantone, Città di Locarno (e altre), Polizia comunale/cantonale, Croce Rossa ed eventuali altri attori per garantire l’ordine pubblico e la sicurezza?
  7. Il Consiglio di Stato ritiene che le forze dell’ordine dispongono di adeguati strumenti e basi legali per compiere il proprio lavoro? Anche nell’ambito dei nomadi? 
  8. Sono in valutazione misure aggiuntive – ad esempio maggior presenza sul territorio, interventi mirati su singoli individui problematici, sanzioni amministrative, provvedimenti di allontanamento o trasferimento – per dare una risposta concreta alle preoccupazioni di esercenti e residenti?
  9. In che modo il Consiglio di Stato intende coinvolgere sistematicamente le associazioni di categoria (commercianti, ristoratori, operatori turistici) nella valutazione dell’impatto di tali strutture sui centri storici e sulle aree a vocazione turistica e residenziale?  
  10. Nella scelta delle localizzazioni per strutture di accoglienza per richiedenti l’asilo o per altre forme di alloggio collettivo, il Cantone dispone di criteri formali (linee guida, direttive interne) che tengano esplicitamente conto:
  11. della funzione turistica e commerciale dell’area interessata;
  12. del valore storico-culturale (ad esempio nuclei storici, centri cittadini);
  13. dell’immagine complessiva della destinazione verso l’esterno?Se sì, il Consiglio di Stato è disposto a renderli pubblici o a illustrarli nel dettaglio?
  14. In che misura l’attrattiva turistica riconosciuta di un luogo – come nel caso del centro storico di Locarno – incide, oggi, sulla decisione di collocarvi o meno strutture di questo tipo?
  15.  Il Consiglio di Stato condivide che la pianificazione cantonale dell’accoglienza non possa limitarsi a una logica di ripartizione numerica dei posti sul territorio, ma debba integrare una valutazione di opportunità (impatto sul turismo, sulla qualità di vita e sulla coesione sociale) nelle aree toccate?
  16. Esistono soglie massime raccomandate o vincolanti (numero di posti, densità di strutture simili per quartiere, profilo degli ospiti) proprio per evitare un sovraccarico di aree delicate dal profilo turistico e commerciale?
  17. Il Consiglio di Stato ritiene soddisfacente, alla luce degli articoli citati e delle testimonianze raccolte, l’attuale equilibrio tra esigenze di accoglienza e tutela dell’immagine turistica della Città vecchia di Locarno, che costituisce uno dei “biglietti da visita” del Cantone?
  18. Sono previste misure specifiche in vista delle prossime stagioni turistiche per assicurare che la Città vecchia resti percepita come un luogo accogliente, sicuro e attrattivo, sia per gli ospiti che per chi vi abita e vi lavora? 
  19. Alla luce di questo caso e di altri precedenti a Locarno (e non solo), il Consiglio di Stato ritiene opportuno elaborare o aggiornare criteri cantonali che integrino in modo esplicito la dimensione dell’attrattiva turistica, dell’immagine del Cantone e dell’equilibrio sociale nella pianificazione e gestione delle strutture di accoglienza?
  20. In che modo il Consiglio di Stato intende conciliare in modo coerente l’obiettivo di essere un Cantone accogliente – che adempie ai propri doveri in materia d’asilo – con l’obiettivo di rimanere e rafforzarsi come Cantone turistico, anche attraverso scelte di localizzazione che siano politicamente e socialmente opportune, oltre che tecnicamente possibili?