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Lugano
Disabilità visiva, Unitas apre le porte ai giovanissimi
In occasione della giornata internazionale del bastone bianco, e nell'80esimo anno di vita di Unitas, l'associazione ha aperto le porte delle sue sedi ai giovanissimi del Cantone.

Avvicinarsi alla disabilità visiva con esperienze concrete, ma anche scoprire il mondo del volontariato in prima persona. In occasione della giornata internazionale del bastone bianco, Unitas ha aperto le sue sedi agli allievi e alle allieve di scuola elementare del Cantone. A Casa Andreina i giovanissimi delle scuole di Besso hanno potuto cimentarsi in prima persona, accompagnando gli utenti nel momento del pranzo, ma non solo. I piccoli ospiti hanno anche potuto incontrare chi soffre di una disabilità visiva. Miope dalla nascita, ipovedente da quando ha 30 anni, Barbara Veccia è accompagnata dal suo cane guida Beauty: «Viviamo quasi in simbiosi, ci svegliamo quasi insieme. Io vado in bagno, lei mi segue; vado in camera da letto, lei mi segue; vado sul divano e lei mi segue. Ma questo non perché mi deve aiutare, ma proprio perché ci unisce un legame veramente forte. È anche una questione di fiducia. Io devo potermi fidare di lei. Quando le do il comando, so che mi evita l'ostacolo». Un incontro che non manca di suscitare l'interesse degli spettatori: «Ho trovato interessante che usano questi cani guida, non pensavo che facessero così tante cose. Poi non sapevo neanche che esisteva questa casa», ci spiega una giovane allieva. «Non sapevo che le persone cieche e ipovedenti devono imparare così tante cose per riuscire a orientarsi nella vita di tutti i giorni», le fa eco un'altra.

Il lavoro di Casa Andreina

Nel percorso di chi soffre di disabilità visiva gli ostacoli possono essere numerosi. A venire in aiuto, però, c’è Casa Andreina. Il centro diurno è attrezzato per l’utenza cieca o ipovedente, ma è aperto a tutti. «Accogliamo tutti i giorni persone del luganese o soci Unitas per offrire loro un momento di svago ricreativo, di incontro sociale. Tutte le settimane proponiamo attività di vario genere come yoga, pilates, letture, cruciverba e momenti di svago vari», spiega il responsabile Marco Rutz. Un'offerta che non sarebbe possibile senza il lavoro dei volontari: «Sono una risorsa incredibile. Casa Andreina, come Unitas, regge su un volontariato che supporta l'operatività in maniera incredibile», spiega Rutz. A fare la differenza sono anche giornate come quella del bastone bianco: «Mi ha colpito quante cose dovevano sapere, per esempio a memoria, le persone cieche o ipovedenti», spiega un interlocutore. «Sapevo già che usavano un cane guida, però non pensavo che potevano avere così tanti comandi», prosegue un'altra allieva.