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Ticino
Disabile rumeno: l'altra versione dei fatti
Redazione
15 anni fa
Ascolta sul sito l'intervista di Radio 3iii al rumeno disabile fermato dalla polizia di Lugano per accattonaggio

Ieri un comuncato stampa della polizia raccontava della particolare situazione nella quale si sono venuti a trovare gli agenti, confrontati con un ragazzo disabile rumeno che chiedeva l'elemosina. Fermato e portato in centrale per gli accertamenti del caso, l'uomo si sarebbe comportato in modo incivile, urinando nei corridoio della centrale e tentando di darsi fuoco. In seguito anche all'Ospedale Civico il suo comportamento ha richiesto l'intervento della polizia. Il comunicato lo potete leggere nell'articolo correlato.Questa la versione della polizia. Ma il quindicinale Area riporta invece un'altra versione dei fatti, quella di Claudio, il ragazzo disabile. Ecco come si sarebbero svolti i fatti: "Claudio è un ragazzo romeno, di origine sinti. Da otto anni vive in Italia.  In  seguito a un grave  incidente, da qualche  anno ha perso l’uso delle gambe ed è costretto a muoversi  su  una  sedia  a  rotelle.Nelle sue condizioni non trova lavoro e di assistenza sociale neanche a parlarne essendo romeno. L ’unica risorsa  per  avere  qualche  soldo  è l’elemosina. Claudio non ne va particolarmente  fiero,  ma  nelle  sue condizioni le scelte sono un lusso che  non  può  permettersi. Quel giorno decide di venire a Lugano per  raccogliere  qualche  franco. L’aveva già fatto altre volte in passato. Quel giovedì la generosità dei ticinesi è grande"."Nell’arco dell’intera giornata raccoglie poco più di trecento franchi. Ma gli agenti della polizia comunale, ligi alle direttive municipali  di  tolleranza  zero  nei confronti di chi pratica l’elemosina, lo fermano e lo consegnano alla polizia cantonale. Stando alla versione dei fatti esposta da Claudio, i poliziotti gli  sequestrano 250  franchi quale multa per accattonaggio abusivo  senza  rilasciargli  alcuna  ricevuta.  La  discussione  si  fa  accesa, volano  parole  grosse  e  Claudio viene messo alla porta"."L’entrata  della  sede  della  polizia cantonale in via Bossi non è accessibile  ai disabili. Tre gradini  fungono  da  barriera  architettonica  a una persona in carrozzella. Claudio chiede  aiuto  ai  poliziotti,  loro  lo avrebbero deriso e lui per tutta risposta sarebbe sceso da solo dai gradini  con  la  carrozzella. Quest’ultima si sarebbe mezza sfasciata nell’ardita discesa. Siamo  a sera inoltrata, verso le nove e Claudio, particolarmente arrabbiato, si reca all’Ospedale civico nella speranza che possano riparargli la carrozzella  o  dargliene  una funzionante. Raggiunto l’ospedale col bus, si presenta al pronto soccorso. Alla  ricezione  racconta quanto gli è accaduto. L ’infermiera spiega che vista  l’ora, non c’è più nessuno  del  servizio  tecnico  in grado di riparargli la carrozzina o dargliene una sostitutiva. Chiede a Claudio se ha bisogno di cure mediche. Lui risponde negativamente. Vorrebbe solo una carrozzella funzionante o  trovare un posto dove dormire vista l’ora. L ’infermiera telefona a qualche ente senza risultati. A Lugano non esiste alcuna struttura che garantisca un tetto d’urgenza.  Non  sapendo  che  fare, l’infermiera avvisa la polizia"."Pochi minuti dopo  arriva una pattuglia della  polizia  cantonale,  e  carica Claudio  sull’auto  per  portarlo  in stazione. Claudio rifuta di far caricare nella vettura la malridotta carrozzina perché ormai inutilizzabile. La carrozzella resta dunque sul piazzale esterno dell’ospedale.  Arrivati alla stazione, in zona buffet, Claudio sarebbe stato fatto scendere e lasciato  in  strada,  sotto  la  pioggia. «Ero molto  arrabbiato. Ho  sicuramente detto  cose  spiacevoli ai poliziotti. Ma credo che in ogni caso non si possa abbandonare una persona in questo  stato». Strisciando, avrebbe raggiunto una panchina dell’entrata principale".Claudio in seguito è stato assistito da tre agenti della polizia ferroviaria e da un ragazzo, Lio, il quale si è preoccupato di trovargli una sistemazione per la notte. Sistemazione trovata presso il Centro Sociale "Il Molino".MM

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