Cerca e trova immobili
Ticino
Diritto di visita ai tempi del coronavirus
Diritto di visita ai tempi del coronavirus
Diritto di visita ai tempi del coronavirus
Redazione
6 anni fa
L’Associazione ticinese famiglie monoparentali e ricostituite lancia un appello per avere delle direttive ufficiali su come gestire il diritto di visita

L’Associazione ticinese famiglie monoparentali e ricostituite (Atfmr) segnala che al momento non vi sono direttive ufficiali sul comportamento da seguire in materia di esercizio del diritto di visita per i genitori separati o divorziati durante l’emergenza Coronavirus. Le ARP(Autorità regionale di protezione) sono state chiamate a decidere, in caso di disaccordo tra i genitori, senza disporre di un’aggiornata base legale. La questione, spiega l’Associazione, “è assai delicata perché dà adito a incomprensioni e a conseguente conflitto tra i genitori, anche laddove si chiede di optare per un esercizio alternativo del diritto di visita, attraverso ad esempio le videotelefonate, in ottemperanza alle limitazioni della libertà personale decise dal Consiglio di Stato per arginare la diffusione del virus”.

Le famiglie monoparentali sono confrontate in questo periodo con diverse problematiche, tra cui l’esercizio del diritto di visita o relazioni personali, durante il quale i figli di coppie separate si trasferiscono dal genitore non affidatario, "nell’85% dei casi si tratta del padre". E al momento non vi sono indicazioni specifiche in relazione al diritto di visita durante questa fase acuta di emergenza sanitaria. Così come è normalmente regolamentato il diritto di visita appare, in alcuni casi, in disaccordo con le indicazioni fornite dal medico cantonale per contrastare la diffusione del virus.

Il parere dell’avvocatoSecondo un avvocato contattato dall’Associazione “deve essere fatta una ponderazione tra l’interesse dei figli e del genitore non affidatario di vedersi e il rischio di contagio. Il diritto di visita deve essere limitato solo se strettamente necessario per limitare il contagio e quindi in condizioni particolari, come per esempio se il genitore non affidatario lavora in una struttura tipo ospedale, casa anziani, dove sono transitati anche malati di Covid-19 o se il genitore non affidatario sa di essere a rischio e di non aver mantenuto la distanza di sicurezza. In un caso simile il diritto di visita può essere annullato cercando forme alternative come videochiamate per non interrompere il rapporto con i figli. Se invece il padre è rimasto a casa e non ha avuto contatti ravvicinati con l'esterno o se il padre è andato al lavoro e nel limite del possibile ha mantenuto la distanza di sicurezza il diritto di visita può avere luogo. I diritti di visita riguardanti genitori non affidatari che risiedono all’estero che allo stadio attuale non possono entrare nel nostro Paese dovranno essere annullati. Anche in questi casi i genitori dovranno fare in modo di mantenere il contatto con i figli con telefonate e videochiamate.”

Le richieste al Consiglio di Stato e al Medico Cantonale“ In questo momento dobbiamo mantenere la calma, sostenerci a vicenda e trovare in breve tempo soluzioni a problemi che fino a ieri ci erano ignoti”. Per evitare queste spiacevoli derive l’Atfmr chiede alle autorità competenti, Consiglio di Stato e Medico cantonale:

- una presa di posizione che dia indicazioni chiare ai genitori separati su come gestire il diritto di visita durante questa fase acuta dell’emergenza Coronavirus.- che si tenga conto delle diverse situazioni in cui viene esercitato il diritto di visita. Vedi cinque scenari citati. Si tratta di casi molto diversi che verosimilmente necessitano di comportamenti diversi relativamente al diritto di visita.

© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata