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8 marzo
Diritti della donna, a Bellinzona un "tribunale del patriarcato"
Redazione
2 anni fa
Il collettivo Io l'8 ogni giorno ha organizzato un simbolico processo al patriarcato in Piazza della foca a Bellinzona. "La forma che abbiamo scelto, ovvero quella della pièce teatrale, è una forma leggera e ironica e provocatoria ma i contenuti sono seri e importanti”, ha spiegato un membro del collettivo. Contemporaneamente in stazione a Bellinzona si sta svolgendo un simbolico falò organizzato dalla GISO.

In occasione della giornata internazionale della donna, 350 donne provenienti da tutte le regioni del Paese si sono riunite a Palazzo su invito di Eva Herzog, presidente del Consiglio degli Stati. E anche nel nostro Cantone sono state organizzate azioni e momenti di riflessioni. Uno di questi – nonostante le condizioni metereologiche avverse – si sta svolgendo in Piazza della Foca a Bellinzona per celebrare la ricorrenza dell’8 marzo. Ticinonews si è recato sul posto per parlarne con il collettivo Io l’8 ogni giorno, organizzatore del raduno che ha allestito una piccola azione simbolica. Contemporaneamente, alla stazione di Bellinzona si sta inoltre svolgendo una manifestazione organizzata dalla GISO. Due iniziative quasi unicamente coreografiche: alla stazione si terrà infatti una sorta di simbolico falò del patriarcato, in cui vengono bruciati dei fogli che contengono frasi di violenza di genere e di sessismo. In Piazza della Foca, invece, si svolge un tribunale del patriarcato. Ne abbiamo parlato con Alessia del comitato Io l’8 ogni giorno, che in questo tribunale interpreta la protagonista, ovvero il giudice.

Un processo simbolico

“L'idea è quella di organizzare un processo al patriarcato quindi saranno presenti innumerevoli donne e persone che porteranno delle accuse al patriarcato rispetto ai numerosi reati di cui si è reso colpevole quindi dai reati economici, la discriminazione salariale, lo sfruttamento del lavoro gratuito delle donne, ai reati relativi alle violenze maschili sulle donne e sarà poi il compito della corte popolare radunata qui in piazza di emettere il verdetto finale”, ci ha spiegato Alessia. Un patriarcato che personificato da un ragazzo, Noé, travestito da giudicato. Un'azione anche ironica e provocatoria, ma che non vuole banalizzare un tema importante. “Esatto, la forma che abbiamo scelto, ovvero quella della pièce teatrale, è una forma leggera e ironica e provocatoria ma i contenuti sono seri e importanti”. Il messaggio che è importante far passare è quello che “non sono gli uomini sotto processo, ma un sistema che opprime da secoli le donne, che opprime bambine e persone LGBT e che - in un certo senso - imprigiona anche gli uomini stessi all'interno di quelli che sono gli stereotipi, le categorie, i ruoli di genere quindi questo vuole essere il nostro messaggio di lottare collettivamente insieme per arrivare a una società in cui il patriarcato sarà lasciato alle spalle”.

Controffensiva del patriarcato

Questo tipo di manifestazione si tiene da tanti anni, la voce delle donne si sta levando in maniera insistente. Eppure, paradossalmente, si può dire che si sta assistendo a una sorta di controffensiva del patriarcato? In particolare facendo riferimento a certi diritti consolidati come l'aborto e l'età di pensionamento, che sono messe sempre di più in discussione. “Questo è un fenomeno sotto gli occhi di tutti, man mano che il movimento femminista si fa sempre più sentire assistiamo a un tentativo di contro offensiva patriarcale quindi oggi è tutta una serie di discorsi sessisti e discriminatori, le condizioni di vita delle donne stanno peggiorando, anche la violenza di genere sembra stiano aumentando quindi c'è la necessità di un cambiamento strutturale”.

Quali i motivi?

Ma qual è il motivo? C'è forse un problema di termini, quando si parla di lotta al patriarcato forse ci si polarizza già in partenza, bisognerebbe vedere forse anche in parte come si formulano certe battaglie? “ Io non credo che sia un problema di terminologia. Negli ultimi anni sia diventato anche più facile usare il termine patriarcato rispetto a quanto poteva essere in passato e non credo che siano lotte polarizzanti”. Per Alessia, quando si parla di patriarcato è importante “mostrare l'aspetto sistemico e strutturale, mostrare come sono necessari dei cambiamenti proprio a livello dell'organizzazione sociale economica, ripensare alla suddivisione del lavoro il lavoro domestico e produttivo e, infine, immaginare un tipo di società diverso da quella attuale”.