
Tiziano Galeazzi (UDC) è il primo firmatario di un'interrogazione inoltrata al Consiglio di Stato dal titolo "Dirigente con permesso G presso l’Organizzazione socio psichiatrica cantonale?".
"Pochi mesi - si legge nel testo firmato anche da Gabriele Pinoja (UDC), Lara Filippini (UDC), Boris Bignasca (Lega dei Ticinesi), Massimiliano Robbiani (LdT) e Andrea Giudici (PLRT) - ci separano da “casi clamorosi” a questo e di nuovo si viene a conoscenza di una ulteriore assunzione quale dirigente presso l’Unità terapeutica riabilitativa (UTR) sempre nel settore della sanità-socialità, in possesso di un permesso G per frontalieri".
I deputati "non intendono mettere in dubbio le capacità professionali della persona in oggetto, ma sollevare il fatto che un dirigente, con le specializzazioni richieste e sicuramente valide, sarebbe stato reperibile anche sul nostro territorio, sia cantonale che svizzero. Con questo ennesimo caso ci si chiede se l’Amministrazione pubblica abbia o meno percepito il dissenso e il malumore popolare più volte espresso in votazione e che riguarda la volontà di dare sostegno concreto (e non solo a parole) al mercato del lavoro interno, per cui a lavoratori ticinesi o residenti stabili. Tralasciando le "percezioni" di alcuni uffici di ricerca cantonale, alquanto discutibili, ma attingendo alla forza lavoro qualificata in modo concreto sul nostro territorio dove, per innumerevoli professioni, sono attive scuole e percorsi di formazione all’altezza della necessità, della situazione e di una eventuale concorrenza da cui attingere fuori confine".
Per Galeazzi e i suoi colleghi, "questo tipo di notizie vanno a minare e mettono in dubbio la credibilità per quanto riguarda il modo di agire e di scelta nel settore delle assunzioni pubbliche e, di riflesso, anche il modo di agire e gestire la politica del Cantone Ticino".
A fronte di quanto esposto, al Consiglio di Stato vengono quindi posti alcuni quesiti:
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