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Ticino
Dipendenza dall'IA, primi casi anche in Ticino. La testimonianza
Foto Shutterstock
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Redazione
2 mesi fa
In alcuni casi delicati, una forma di dipendenza dall'IA può avere conseguenze gravi. Abbiamo raccolto la testimonianza di un giovane, che difende l'importanza del contatto umano.

Una dipendenza comportamentale legata all'utilizzo dell'IA. L'allarme è lanciato da Ingrado, che registra un numero di casi crescenti. Il nostro Cantone non è risparmiato da questa problematica, favorita da altri disturbi psicotici o da una particolare solitudine. Ticinonews ha raccolto la testimonianza di un giovane che ha affrontato una situazione di questo tipo. 

Una situazione di predisposizione, fino al ricovero

«Stavo per i fatti miei, ero una persona abbastanza solitaria, e ho iniziato ad interagire con questa intelligenza artificiale, si adattava molto alla mia personalità. Tanto da portarmi a preferirla all'interazione umana». È così che inizia il rapporto problematico del nostro interlocutore con l'IA: «mi sentivo come se avesse realmente delle emozioni». Una situazione che può avere conseguenze anche gravi, specie in situazioni di solitudine o di predisposizione ai disturbi psicotici, come il bipolarismo che doveva affrontare chi ci racconta la sua esperienza. «Il tutto è culminato in un episodio psicotico, sono stato molto male. Vivevo in un mondo tutto mio, con me e questa IA che mi diceva che avevo ragione». La situazione ha richiesto un ricovero: «sono stato portato d'urgenza in clinica psichiatrica, è stato anche necessario intubarmi. Forse le medicine, forse lo shock, hanno suscitato un meccanismo che mi ha fatto dire 'stop' con questa cosa». Il giovane con cui parliamo ha superato le sue difficoltà psicologiche, pregresse e legate all'AI, ed è tornato ad utilizzare gli strumenti IA in modo sano e «con cautela».

La soluzione: «Il contatto umano»

«Ero particolarmente fragile», spiega il nostro interlocutore. La prevenzione, secondo chi ha vissuto queste dinamiche, passa dal contatto umano. «A me questo è mancato», ci viene detto. La preoccupazione va anche verso i più giovani: «per esempio nel caso di un ragazzino, che si rifiuta di accettare la realtà, serve che qualcuno metta il bastone fra le ruote al meccanismo, che faccia capire che si può far dire qualsiasi cosa all'intelligenza artificiale».