
Ufficialmente non se parla, ma a Palazzo delle Orsoline sono cominciate le grandi manovre per disegnare il nuovo risiko del Consiglio di Stato. Il subingresso di Piero Marchesi imporrà una discussione sui Dipartimenti e la prima casella si è già mossa: esautorato Claudio Zali, da mercoledì il supplente Raffaele De Rosa ha assunto ad interim la guida del Territorio. La soluzione è temporanea, ma potrebbe trasformarsi nella partita vera e propria: la contesa del DT tra lui e il collega Norman Gobbi che, dopo l’arrocchino, già ne conduce una parte. Entrambi sono sostenuti dai rispettivi presidenti di partito. «Non abbiamo mai nascosto che Gobbi, con le sue sensibilità - pensiamo alle valli e alla vicinanza stessa del territorio - potrebbe essere un validissimo direttore del DT», commenta il coordinatore della Lega, Daniele Piccaluga. «Sarà una discussione che, evidentemente, farà il Governo» rileva dal canto suo il centrista Fiorenzo Dadò. «Tuttavia, se vogliamo andare nello specifico, De Rosa ha sicuramente tutte le carte in regola per poter condurre un Dipartimento come il territorio, considerando anche che per otto anni ha condotto quello della sanità, notoriamente molto complicato».
Le variabili
Due papabili, due variabili in gioco: un DSS politicamente impegnativo e un Territorio che fa gola. E se è vero che di norma durante l’attribuzione vige il principio di anzianità, il Consiglio di Stato ha comunque la facoltà di scegliere a maggioranza una ripartizione diversa. «Auspichiamo che il Governo non abbia voglia di procedere con ulteriori discussioni e dibattiti, permettetemi, inutili», prosegue Piccaluga. «Se Gobbi parlerà per primo e dirà: "Mi piacerebbe prendere il Territorio", spero che tutto l’Esecutivo approvi questa scelta e si torni a pensare al bene dei ticinesi». «Sarebbe ora che il Consiglio di Stato iniziasse a fare veramente il Governo, con delle discussioni franche al proprio interno. E se qualcuno ha una visione diversa, che inizi a manifestarla, soprattutto sulle questioni importanti», replica Dadò. Sul caso specifico «c'è da augurarsi che l’Esecutivo trovi un'intesa e si possa poi cominciare veramente a lavorare con una certa serenità».
La posizione degli altri partiti
È dunque prematuro sapere se l’intesa per il Centro coinciderà con il ritorno al Territorio, sanando la ferita del «gran rifiuto» di Alex Pedrazzini nel '95. Tanto dipenderà da come gli altri muoveranno le pedine. Al momento, per il PLR di Alessandro Speziali, la casella importante da difendere è quella del DFE, Dipartimento ambito anche da Piero Marchesi. «Penso che, prima di tutto, Christian Vitta concluderà la sua legislatura al DFE, perché la questione delle finanze e dell'economia l'ha sempre portata avanti con convinzione e coerenza», rileva il presidente del PLR. «Il DT ha bisogno adesso anche di un altro approccio; penso alla sensibilità sulle valli, sul lupo, sulla pianificazione del territorio e anche su una minore burocrazia, per esempio nell'edilizia». Su chi tra i due papabili – Gobbi e De Rosa – rispecchi meglio queste caratteristiche, Speziali non si sbilancia. Ma in una fase in cui gli equilibri sono ancora da definire, anche il silenzio può essere una strategia. Il vicepresidente del PS Danilo Forini ricorda poi che, vada come vada, a inizio ottobre si giocherà in prospettiva di aprile. Il Governo uscente «ha il diritto di tenere il Dipartimento», ricorda Forini. «È quindi chiaro che, nell'ottica di Marchesi, che è l'ultimo a entrare, le scelte che si faranno adesso potrebbero già essere impattanti in caso di sua rielezione ad aprile».

