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Ambiente
Diossine nel suolo ticinese, "Nessun livello critico"
© Dipartimento del territorio - Sezione della protezione dell’aria, dell’acqua e del suolo
© Dipartimento del territorio - Sezione della protezione dell’aria, dell’acqua e del suolo
Redazione
4 anni fa
La Sezione della protezione dell’aria, dell’acqua e del suolo (SPAAS) ha effettuato una seconda campagna di analisi del suolo attorno ad impianti dismessi per cercare diossine nel suolo. I livelli riscontrati indicano che non sussiste una situazione problematica come quella verificatasi a Losanna.

Nel corso del 2021 le autorità cantonali vodesi avevano informato la cittadinanza in merito all’elevata presenza di diossine nei suoli della città di Losanna. Una presenza su cui si è voluto focalizzare anche il Ticino, in particolare la Sezione della protezione dell’aria, dell’acqua e del suolo (SPAAS) che ha effettuato delle verifiche sul nostro territorio. Si tratta della seconda campagna analitica per la ricerca di diossine nei suoli attorno ad impianti che in passato potrebbero aver contribuito a questo tipo di inquinamento.

Campagna di misurazione SPAAS

Le diossine sono composti organici persistenti e si possono creare a seguito di processi di combustione incompleta. Possono essere state emesse, soprattutto prima degli anni ’90, da impianti che non erano dotati dei moderni accorgimenti tecnici, grazie ai quali oggi ne viene fortemente limitato l’impatto. A seguito della scoperta degli elevati residui di queste diossine a Losanna, la SPAAS nel 2021 aveva promosso una prima campagna all’Impianto di termovalorizzazione dei rifiuti (ICTR), così come ai vecchi impianti di incenerimento dei rifiuti di Bioggio (CER) e Riazzino (CIR), ad oggi entrambi dismessi.

Risultati

I risultati hanno fortunatamente mostrato che i residui di diossine nei suoli analizzati regolarmente attorno all’ICTR di Giubiasco non presentano criticità. Una conclusione già confermata nel corso delle prime analisi SPAAS. Tuttavia, le concentrazioni residue di diossine presenti nei suoli attorno agli ex impianti CER e CIR erano risultate più elevate rispetto ad altri punti di prelievo, ma senza comunque destare preoccupazione.

Altre analisi

L’attuale campagna include alcuni ulteriori prelievi attorno a questi impianti di incenerimento dei rifiuti dismessi, così come altri campioni provenienti dai dintorni di attività potenzialmente impattanti (es. vecchie industrie e crematori). I risultati concernenti i 16 campioni analizzati sono tutti inferiori al valore di guardia di 20 ng I-TEQ/kg stabilito dall’Ordinanza contro il deterioramento del suolo (O suolo), confermando le valutazioni preliminari rassicuranti già emerse in occasione della prima campagna di verifica. Benché i residui di diossine attorno agli ex impianti CER e CIR si riconfermino più elevati rispetto ad altri suoli del Cantone e in alcuni punti vicini al VG definito dall’O suolo, non sussiste una situazione problematica e analoga a quella riscontrata a Losanna. Nel corso del 2023, la SPAAS effettuerà nuove verifiche analitiche per irrobustire ulteriormente queste conclusioni rassicuranti.

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