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Ticino
Dimissioni Lauber, “una decisione attesa”
Redazione
6 anni fa
Per Alex Farinelli (PLR) occorre rivedere le procedure per evitare un “caso Lauber” in futuro, mentre per Marco Romano (PPD) la sua rinuncia è “finalmente arrivata”

Le dimissioni del procuratore generale della Confederazione Michael Lauber sono state accolte con sollievo da commissioni e partiti. Da più parti viene sottolineato come il suo gesto sia da cogliere per rilanciare la credibilità del Ministero pubblico della Confederazione (MPC). La decisione di Lauber è nell’interesse delle istituzioni e della loro credibilità, ha dichiarato alla radio SRF il consigliere nazionale Matthias Aebischer (PS/BE), membro della commissione giudiziaria dell’Assemblea federale. Il procuratore generale aveva sempre detto che si sarebbe ritirato dopo una decisione definitiva. È il caso ora, anche se è ancora possibile un ricorso al Tribunale federale, ha aggiunto, dicendosi però convinto che l’Alta corte non cambierebbe il verdetto. Per il suo collega in commissione Lorenz Hess (PBD/BE), Lauber se ne va all’ultimo momento possibile senza perdere completamente la faccia. Ora può riorientarsi professionalmente senza subire lo stigma della sconfitta totale.

Anche diversi partiti hanno accolto con favore la decisione. Il PLR chiede che le dimissioni avvengano in tempi brevi: la credibilità del MPC ha sofferto molto ultimamente e l’incertezza rischia di causare altri danni. Anche il PS sottolinea che le dimissioni sono un presupposto per ripristinare la credibilità del MPC. “Abbiamo bisogno di un procuratore federale forte nella lotta contro il riciclaggio di denaro, la criminalità organizzata o il terrorismo”, aggiunge il partito. Il presidente dei Verdi Balthasar Glättli rileva come Lauber abbia per lo meno compiuto questo gesto “nell’interesse delle istituzioni”. Dimettersi sarebbe però stata la cosa giusta da fare già da molto tempo, aggiunge. L’UDC intende invece esaminare a fondo la sentenza del TAF e ritiene che il MPC debba essere completamente subordinato al Dipartimento federale di giustizia polizia (DFGP).

Reazioni positive anche dal Ticino

“Non ci aspettavamo questa decisione visto l’atteggiamento assunto da Lauber fino a questo momento. Ma devo dire che è un’ottima notizia per la Magistratura svizzera” commenta ai microfoni di Teleticino Alex Farinelli. Il consigliere nazionale PLR lo scorso settembre si era allineato con il suo partito per la rielezione di Lauber per il periodo 2020-2023. “Il PLR aveva detto semplicemente che erano in corso delle procedure amministrative e di vigilanza, non spettava a un’istanza politica trarre conclusioni” ricorda Farinelli. “Nel frattempo si sono espressi l’Autorità di vigilanza del Ministero pubblico e il Tribunale amministrativo federale, un’autorità di vigilanza e una giudiziaria che hanno dato un chiaro riscontro. Si è quindi andati nella direzione auspicata: non si è trattato di un processo politico, la giustizia ha fatto il suo corso in maniera molto chiara”.

Un consigliere nazionale ticinese che non ha invece mai nascosto la sua contrarietà alla rielezione di Michael Lauber è Marco Romano (PPD), che si aspettava da tempo questa decisione. “Finalmente è arrivata” commenta ai microfoni di Teleticino. “Una buona parte della politica attendeva da mesi questo passo. Ne va della credibilità del Ministero pubblico e della fiducia che si può avere nel sistema giudiziario svizzero”.

Ora inizierà la procedura per cercare un nuovo procuratore generale. “Proprio in questi giorni abbiamo visto reati legati alla malavita, che sono di competenza della Procura generale” commenta Farinelli. “È quindi necessario che questa istituzione possa funzionare bene”. Per il consigliere nazionale PLR occorre quindi trovare la “persona giusta” e vedere se non occorre rivedere le procedure per evitare un “caso Lauber” in futuro. Per Marco Romano andrà invece cercata una persona “che ha una personalità forte, che non prediliga l’io nei confronti del lavoro globale delle istituzioni e soprattutto che conosca a fondo il paese e che rispetti le peculiarità delle singole regioni. Abbiamo visto un Lauber che per troppi anni ha tutto accentrato a Berna. L’autorità di perseguimento penale deve lavorare in realtà differenti, quindi mi aspetto una forte responsabilità nei confronti dell’eterogeneità svizzera”.

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