
«Oggi abbiamo una sensazione di rincrescimento, per come abbiamo visto terminare una carriera di oltre trent'anni al servizio del Cantone, del popolo ticinese - prima a livello giudiziario, poi come politico. Mi permetto però anche di esprimere gratitudine per quanto ha dato Claudio Zali al Ticino». Il coordinatore della Lega dei Ticinesi, Daniele Piccaluga, ha commentato così ai microfoni di Ticinonews la decisione dell’attuale direttore del Dipartimento del territorio di lasciare l’Esecutivo. «Era abbastanza inevitabile che qualcosa sarebbe accaduto, anche perché le pressioni mediatiche erano forti. La situazione era diventata insostenibile su più fronti». Se Zali non avesse fatto questo passo «molto probabilmente l'argomento sarebbe stato tematizzato nell'assemblea di venerdì».
«Volevo comprendere le sue emozioni»
Il Movimento aveva infatti chiesto al «ministro» dimissionario di fare una riflessione a 360 gradi su tutti gli scenari. Dopodiché «io volevo parlare guardandolo in faccia, comprendendo le sue emozioni, il suo stato d'animo. E questo è avvenuto nella giornata di ieri, in cui lui ci ha spiegato quali sono state le riflessioni che hanno portato a questa decisione, della quale abbiamo preso atto». Questi giorni sono stati difficili per tutto il Cantone, anche per Piccaluga. «È stata forse la settimana più difficile della mia vita, perché comunque vi è una persona dietro l'uomo politico. Sono stati giorni lunghi e che hanno portato a una decisione che, come ho detto prima, provoca dispiacere».
«Nella Lega nessuna violenza è tollerata»
La discussione all’interno della Lega, ribadisce il coordinatore, «è stata sana, schietta e all'interno del dialogo vi sono state anche parole di scuse. Tengo infine a ribadire un concetto: anche all'interno del nostro Movimento, nessuna violenza viene accettata».

