
Nell’occhio del ciclone c’è immancabilmente lei: la direttrice della Posta Susanne Ruoff. Il motivo è ormai noto, ovvero i trucchetti contabili che hanno permesso ad AutoPostale di incassare indebitamente 78 milioni di sussidi. Stando a un documento pubblicato dall’ATS i vertici della Posta erano a conoscenza delle operazioni contabili illecite da diversi anni (vedi articoli suggeriti).
In seguito a queste rivelazioni il Sindacato autonomo dei postini (SAP) aveva invocato le immediate dimissioni di Ruoff, mentre da Palazzo federale la politica si è espressa con cauta durezza. Se da un lato il direttore dell'Ufficio federale dei trasporti (UFT) Peter Füglistaler ha invitato “a non trarre giudizi affrettati dalle manipolazioni contabili commesse dai vertici di AutoPostale” e la consigliera federale Doris Leuthard aveva ribadito che la direttrice Ruoff “gode sempre della fiducia del Consiglio federale”, dall’altro diversi partiti hanno ventilato l’ipotesi della sua autosospensione durante il periodo di accertamento dei fatti.
A proporlo è stato il presidente dell’UDC Albert Rösti, mentre la consigliera nazionale socialista Evi Alleman è andata oltre e ha chiesto ufficialmente la sua sospensione. Il presidente del PPD Gerhard Pfister, la cui posizione - va detto – è spinosa, non ha escluso questo scenario.
Ticinonews ha contattato i consiglieri nazionali Lorenzo Quadri (Lega) e Marina Carobbio (PS) per un commento
“Il fatto che Doris Leuthard sostenga la signora Ruoff non è una novità: ha sempre difeso le sue politiche di smantellamento - ha esordito il parlamentare leghista - In AutoPostale sono accaduti fatti molto gravi ed è improponibile che chi sta ai vertici non tragga le dovute conclusioni: ci sono in ballo importanti soldi che una società parapubblica ha sottratto allo Stato”.
“È chiaro che occorre prima di tutto accertare i fatti: lo Stato di diritto vale anche per Susanne Ruoff e non è corretto invocare sia la giustizia sommaria sia l’impunità. La direttrice è pagata 1 milione di franchi all’anno per assumersi delle responsabilità, quindi se le assuma. Questi stipendi stratosferici si giustificano proprio perché chi li percepisce è chiamato ad assumersi determinate responsabilità”.
Pertanto, Quadri ritiene giustificata una sua sospensione dalle funzioni (“e dallo stipendio”) fino a quando i fatti non saranno del tutto chiariti, in quanto la sua presenza “potrebbe anche rivelarsi un ostacolo agli accertamenti”.
“Finché la situazione non sarà chiarita la sua sospensione dalle funzioni in AutoPostale (e eventualmente anche in Posta) è auspicabile, in modo da permettere a chi svolgerà gli accertamenti di farlo senza pressioni”, è l’opinione della consigliera nazionale Marina Carobbio. “A dipendenza di cosa emergerà dagli accertamenti lei e il CdA dovranno valutare i passi successivi. Imperativo sarà capire se fosse effettivamente a conoscenza dei fatti e in caso affermativo da quanto tempo”.
Secondo la consigliera nazionale PS, infine, questa situazione ha evidenziato il problema delle aziende parapubbliche che devono fare utili. “Più guadagni implica più bonus per i dirigenti e nell’ambito del servizio pubblico è un principio che non funziona e che andrebbe ridiscusso”.
“È una situazione assurda: da un lato AutoPostale percepisce sovvenzioni pubbliche e dall’altro sembrano esserci state delle direttive che imponevano all’azienda di conseguire dei guadagni. È qualcosa di paradossale, bisognerebbe tornare al principio di servizio pubblico”, conclude Carobbio.
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