
Non si sono fatte attendere le prime reazioni politiche alla decisione del direttore di TicinoTurismo Elia Frapolli di rassegnare le proprie dimissioni a meno di 12 ore dalla sua designazione quale candidato PPD al Consiglio di Stato (vedi articoli suggeriti).
Il collega di partito e deputato Giorgio Fonio lo ha definito "un vero signore" per questa scelta: “Appena 12 ore dopo la designazione definitiva da parte del comitato cantonale Elia Frapolli ha rassegnato le dimissioni per 'garantire una continuità a Ticino Turismo e non sovrapporre i diversi ruoli'. Questo quando il suo datore di lavoro gli avrebbe concesso un congedo non pagato. Questi sono i fatti che contano”, ha scritto su Facebook.
Fonio ha indirizzato una stoccata anche a Lorenzo Quadri, che sin dai primi rumors della presenza di Frapolli nella lista popolare democratica aveva invocato le sue dimissioni dalle colonne del Mattino della Domenica: “Alcuni hanno passato le ultime settimane a mettere in dubbio il suo ruolo all'interno di Ticino Turismo iniziando un vero e proprio processo alle intenzioni ("shit storm" per citare qualcuno!)”.
Dal canto suo il direttore del domenicale ha commentato la decisione di Frapolli non senza sollevare qualche perplessità: “Il Mattino aveva ragione. Quindi il problema dell'incompatibilità tra il ruolo di direttore dell'Agenzia turistica ticinese - che non può evidentemente essere utilizzata come veicolo di campagna elettorale e partitica - e quello di candidato al consiglio di stato era reale. Non erano "balle del Mattino populista e razzista" che per primo ha sollevato la questione. E non sarebbe stato molto credibile pensare di prendersi un congedo di qualche mese per poi tornare alle precedenti mansioni "come se niente fudesse", ha postato Quadri.
Tuttavia, “va dato atto a Frapolli di aver fatto una scelta chiara (gli scenari che si presentavano fino al giorno prima erano diversi...). Anche se resta un mistero la decisione di rinunciare alla dirigenza ATT per andare a fare il candidato al governicchio quando le chance di elezione sono inesistenti. A meno di avere già pronta la soluzione per il futuro”.
Il direttore del domenicale leghista solleva infine dubbi sull’effettiva competitività delle lista popolare democratica: “Non sarebbe stato meglio rinunciare alla candidatura? È infatti evidente che, se in aprile il PPD avrà ancora un consigliere di Stato - e, pallottoliere alla mano, non è quello del PPD il seggio governativo più a rischio - questo sarà il Beltrasereno".
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