
Pascal Couchepin ha rassegnato oggi le dimissioni per il 31 ottobre, dopo 11 anni passati in Consiglio federale. Lo ha comunicato in apertura di seduta del Nazionale la presidente dell'Assemblea federale Chiara Simoneschi-Cortesi (PPD), ringraziandolo "per il rispetto sempre mostrato nei confronti del parlamento"."Le sue dimissioni - dice il senatore Filippo Lombardi (PPD) erano più o meno attese. Si sapeva che avrebbe gettato la spugna quest'anno, fatto il suo secondo giro di presidenza della Confederazione. Si sapeva anche che la cosa stava maturando perché poche settimane or sono ha nominato il suo segretario generale - il sul braccio destro che normalmente lascia il Dipartimento insieme al Consigliere - capo dell’Ufficio federale sanità. Quindi era chiaro che stava piazzando le sue ultime pedine prima di potersene andare. Ieri sera l’informazione è circolata tra un certo numero di persone a Berna. E stamane alle 7.30 ha avvertito il suo gruppo e alle 8.00 il Parlamento”. “Direi che Couchepin se ne va nel mezzo della bufera, dove gli è sempre piaciuto trovarsi. In fondo è un uomo di grandi visioni. Uno dei pochi statisti in Consiglio federale. Abituato però poco a cercare compromesso, l’accordo e la mediazione. E quindi il suo bilancio, come tanti uomini di questo tipo, è sempre un po’ mitigato. Da una parte ha dato delle visioni. Dall’altra non è sempre riuscito a costruire tutto quello che avrebbe voluto”. "Non ha mai temuto di portare avanti le riforme necessarie, correndo a volte il rischio di prendere decisioni anche poco popolari", afferma il presidente PLR Fulvio Pelli. Ora "la Svizzera latina e il PLR hanno diritto a un secondo seggio in Consiglio federale"."Un ministro - dice la consigliera nazionale Marina Carobbio (PS) - che ha un bilancio in chiaro scuro, in particolare nel settore sanitario e sociale. Ha fatto delle promesse che non è riuscito a mantenere. Non è solo colpa sua, ma sicuramente poteva prendere delle decisioni. È stato comunque un uomo di stato ed è stato uno dei pochi che ha saputo tener testa a Christoph Blocher. Ma sul piano concreto non ha fatto molto. Ora bisogna vedere chi ci proporrà il PLR e cosa farà il PPD. Il Ticino deve porsi sicuramente la domanda se ci vuole un ministro ticinese. Trovo che Fulvio Pelli può giocare un ruolo in questo momento, ma bisognerà vedere chi saranno gli altri candidati. Nel 2003 Couchepin ha detto che avrebbe messo a posto la Legge sull’assicurazione malattia attaccando duramente Ruth Dreifuss, ma poi ha gestito male la questione, ha tenuto artificialmente bassi i premi di cassa malati e ora la situazione sta esplodendo. Questa è stata senza dubbio una delle due grosse sconfitte. In ambito sociale, poi, non ha portato avanti le necessarie riforme dell’AVS e delle assicurazioni sociali"."Couchepin - commenta il consigliere nazionale Attilio Bignasca (Lega) parte lasciando un disastro in quelle che sono le assicurazioni sociali: AI, AVS, casse malati. La sua non è dunque una partenza gloriosa. D’altra parte come ticinesi possiamo però essere contenti del fatto che negli ultimi mesi abbiamo portato a casa il Centro di calcolo. Dopo sarebbe stato molto più difficile”. E sulla successione aggiunge: “UDC e Lega fanno il 30% e hanno solo un consigliere federale. Se si vuole lavorare in concordanza l’Assemblea federale dovrà fare una seria riflessione”."Noi - afferma Fabio Abate (PLR) - le sue dimissioni aspettavamo, da tempo aveva infatti lasciato intendere che non avrebbe terminato la Legislatura. Se ne va un uomo di Stato. Quando era capo del Dipartimento dell’economia ha affrontato di petto problemi che sono coincisi giocoforza con dei conflitti perché ha avuto il coraggio di mettere il dito in determinate situazioni che sono sempre state gestite da lobby importanti del paese, e qui penso a quella agricola. E’ arrivato poi ad un Dipartimento ereditando problemi ir
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